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Autore: HextraAdmin

Biodiversity Friend®, nasce lo schema di certificazione per la montagna: il progetto valdostano fa scuola sull’arco alpino

Un anno fa il via al progetto “Certificazione della biodiversità degli agroecosistemi in Valle d’Aosta”

Un progetto finanziato interamente dalla linea SRG08 – Sostegno ad azioni pilota e di collaudo dell’innovazione del Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale 2023/27 della Regione Autonoma Valle d’Aosta, cofinanziato dall’Unione Europea.

Un’iniziativa dedicata alla salvaguardia e alla valorizzazione della biodiversità, promossa da Institut Agricole Régional, Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle, Coldiretti Valle d’Aosta, Comune di Nus, CSQA e Parco Naturale Mont Avic, con l’obiettivo di valorizzare le peculiarità ambientali e produttive della Regione Valle d’Aosta attraverso l’applicazione di uno schema di certificazione della sostenibilità ambientale delle attività agricole del territorio valdostano.

Si è partiti dalla prima fase: il monitoraggio ambientale sul territorio. I consulenti e ispettori di CSQA Certificazioni, partner di progetto, hanno condotto importanti rilievi sulle aree pilota, supportati dai ricercatori dello IAR.

Le zone monitorate hanno incluso i prestigiosi vigneti delle Cave Mont-Blanc de Morgex et La Salle, i prati-pascoli dello IAR, i pascoli del Parco Mont-Avic e quelli del vallone di Saint-Barthélemy.

I rilievi hanno riguardato quattro ambiti fondamentali:

  • Flora: identificazione delle specie presenti e relative percentuali di abbondanza
  • Suolo: analisi degli organismi tellurici (anellidi, molluschi, acari, insetti…)
  • Acqua: parametri chimico-fisici e biodiversità acquatica dei corsi d’acqua
  • Aria: qualità atmosferica attraverso il monitoraggio dei licheni

L’obiettivo è stato adattare gli schemi di certificazione esistenti alle specificità uniche del territorio alpino. Grazie ai monitoraggi condotti sulle aree pilota, infatti, è stato messo a punto uno schema certificativo modificato, adatto alle condizioni di montagna. Lo schema sarà diffuso da WBA (World Biodiversity Association), proprietaria della certificazione, e applicato dagli enti certificatori in tutto l’arco alpino: qualsiasi azienda che si trovi in un ambiente montano potrà quindi certificarsi utilizzando il modello sviluppato nell’ambito di questo progetto — un risultato di rilievo che va oltre i confini valdostani.

Dall’aula al campo: un percorso formativo che ha permesso ai partecipanti di acquisire competenze specifiche sulla certificazione e sull’applicazione del modulo “Prati-Pascoli” su superfici della Valle d’Aosta, con la possibilità di conseguire la qualifica di Consulente/Esperto oppure di Ispettore/Auditor Biodiversity Friend® .

Il corso si è articolato in due momenti formativi. La parte teorica ha approfondito il funzionamento dello standard Biodiversity Friend®, gli strumenti di certificazione e reportistica, e gli indici di biodiversità relativi a suolo, acqua e aria. La parte pratica ha previsto 16 ore di formazione in presenza tra Aosta, Saint-Oyen e il vallone di Saint-Barthélemy – Nus, dedicate all’applicazione degli indici di biodiversità e agli aspetti tecnici e documentali del modulo “Prati-Pascoli”.

Al termine della formazione teorica e pratica, superato l’esame finale, i 15 partecipanti hanno conseguito la qualifica di Ispettore/Auditor, con possibilità di iscrizione all’Elenco ufficiale degli Ispettori Biodiversity Friend® .

Prima volta in Valle d’Aosta: la 4P dello IAR completa l’intero percorso di formazione agricola in modalità duale

Un traguardo storico per la formazione agricola valdostana: la 4P dell’Institut Agricole Régional completa il primo percorso duale mai realizzato in Valle d’Aosta

Lunedì 29 e martedì 30 giugno si sono svolti gli esami finali di idoneità della classe 4P dello IAR, che ha portato a termine il quarto anno del percorso di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) in ambito agricolo.
Si tratta di un evento senza precedenti per la Valle d’Aosta:
è la prima volta che un intero percorso viene svolto e completato integralmente in modalità duale, alternando formazione in aula (500 ore) e presenza strutturata e continuativa in azienda (500 ore).

Il percorso, attivato grazie al sostegno della Regione Autonoma Valle d’Aosta attraverso i finanziamenti del Programma GOL – PNRR dedicati ai percorsi in modalità duale, ha visto i 9 studenti della 4P affrontare un anno fortemente orientato alla pratica professionale, coerente con il profilo di Tecnico agricolo – gestione di allevamenti.

Un modello formativo unico

A differenza di un semplice prolungamento del percorso scolastico, il IV anno IeFP ha accompagnato i ragazzi verso un ingresso consapevole nel mondo del lavoro agricolo, affiancando alle lezioni teoriche un’esperienza diretta e continuativa nelle aziende zootecniche del territorio. Gli studenti si sono confrontati quotidianamente con la gestione degli animali, l’organizzazione del lavoro, le scelte tecniche e il rispetto delle normative vigenti.

Per lo sviluppo e il consolidamento del progetto, lo IAR ha sottoscritto specifici protocolli d’intesa con AREV, rafforzando il legame tra formazione, allevamento e territorio.

In diversi casi, il percorso si è realizzato attraverso contratti di apprendistato di primo livello: i ragazzi sono stati inseriti in azienda con un contratto vero e proprio, percependo una retribuzione proporzionata alle ore di lavoro svolte. Un elemento che ha reso l’esperienza ancora più concreta e responsabilizzante, valorizzando appieno il ruolo formativo dell’azienda ospitante.

Uno sguardo al futuro imprenditoriale

Il percorso si collega inoltre al progetto GIA – Giovani Imprenditori Agricoli, che fornisce le basi formative necessarie per accedere ai contributi destinati all’insediamento dei giovani in agricoltura. Il IV anno IeFP diventa così uno strumento prezioso non solo per l’inserimento lavorativo, ma anche per chi intende costruire un futuro imprenditoriale all’interno dell’azienda familiare o avviare una nuova attività.

Le aziende ospitanti del percorso duale

Un ringraziamento particolare va alle aziende che hanno ospitato gli studenti della 4P durante il percorso duale, mettendo a disposizione competenze, tempo e fiducia:

– Fondazione Institut Agricole Régional

L’Etela du Berdzi s.s. agricola 

Azienda agricola Peretto Roberto

La Borettaz s.s. agricola 

Azienda agricola Perrier Daniele

– Azienda agricola Pinet Kevin

– Azienda agricola Dalbard Remo

Società agricola Frères Girod s.s.

Le Beson Società agricola

I piani pastorali nei siti Natura 2000 valdostani: una giornata di formazione in Val Ferret

Nell’ambito del progetto Interreg France-Italie ALCOTRA Ecoalp 2050, si terrà il 3 luglio 2026 in Val Ferret una giornata di formazione dedicata all’applicazione pratica dei piani pastorali nelle aree Natura 2000.

L’iniziativa nasce dalla necessità di fornire a tecnici e operatori del settore strumenti concreti per la gestione sostenibile degli alpeggi all’interno dei siti di interesse comunitario. La giornata si svolgerà direttamente sul campo e prevederà l’approfondimento di quattro temi principali:

  • le tipologie delle vegetazioni d’alpeggio;
  • il riconoscimento dei tipi pastorali;
  • la valutazione delle potenzialità pastorali;
  • l’elaborazione del piano di gestione pastorale.

A guidare i lavori sarà Mauro Bassignana, Direttore della Sperimentazione dell’Institut Agricole Régional, che metterà a disposizione dei partecipanti la propria esperienza tecnica e scientifica nel settore.

La partecipazione è gratuita ma a numero limitato: massimo 25 posti disponibili, con iscrizione obbligatoria.
L’orario e il punto d’incontro esatto in Val Ferret saranno comunicati ai partecipanti nei giorni precedenti l’evento.

Per informazioni e iscrizioni:

📧 g.prione@iaraosta.it

📞 +39 0165 215805

Le “casette delle vigne” raccontate ai ragazzi: un incontro tra scuola e Soprintendenza

Conoscere il patrimonio rurale del nostro territorio non è solo un capitolo di storia locale, ma un percorso di identità e cittadinanza da costruire insieme alle nuove generazioni.

Proprio in questa direzione si inserisce l’incontro che, lo scorso 5 giugno, durante la lezione del prof. Gabriel Lombard, insegnante di Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica, ha visto gli studenti della classe IV Tecnico confrontarsi con la Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta.

Un’occasione per scoprire da vicino il patrimonio rurale valdostano a partire dal racconto della storia delle “casette delle vigne”, piccoli edifici che per secoli hanno accompagnato il lavoro agricolo in Valle d’Aosta.
A guidare l’incontro, Chiara Marquis e l’Arch. Danilo Marco, incaricato del servizio multidisciplinare di censimento e studio del patrimonio storico di architettura minore — un lavoro che sta mappando, edificio per edificio, queste piccole architetture rurali prima che la memoria si disperda.

Al centro della lezione, il progetto RurAlps (Programma Interreg Italia-Svizzera 2021-2027), che ha scelto la Casa delle vigne di Pallin — accanto alla sede centrale dell’Institut Agricole Régional — come uno dei suoi tre casi pilota in Valle d’Aosta. Un edificio che risale al 1786 e che sarà presto protagonista di un importante restauro conservativo, per restituire al territorio un pezzo della propria memoria rurale e sociale.

Durante l’incontro sono state illustrate le attività di censimento intraprese fino ad oggi sul territorio. Proprio a partire da questo lavoro è nato un momento di confronto diretto tra gli studenti e i relatori, dedicato alla storia delle casette delle vigne e alla loro funzione nel contesto agricolo valdostano: un momento per chiedere, capire e conoscere meglio chi lavora ogni giorno per studiare e tutelare questo patrimonio.

Archivissima 2026: il Comune di Aosta partecipa alla Notte degli Archivi

Il 5 giugno, in occasione di Archivissima 2026, il Comune di Aosta apre le porte alla memoria della città con una serata speciale all’Institut Agricole Régional, a partire dalle ore 18:00.

L’archivista comunale Federica Giommi guiderà i partecipanti attraverso documenti che raccontano le trasformazioni urbane di Aosta, tra l’area industriale della Cogne Acciai Speciali e quella agricola a ovest.
A seguire, visita alla cantina dello I.A.R e buffet con i prodotti locali.

Il tema dell’edizione 2026, “Quello che non c’è”, invita a riflettere su ciò che gli archivi custodiscono — e su ciò che ancora resta da scoprire.

I posti sono limitati (40 per turno): è obbligatoria l’iscrizione entro il 3 giugno al link:

ISCRIZIONI ARCHIVISSIMA

Comunicato Stampa

Riscoprire Ricette Valdostane: tradizione, inclusione e filiera corta

Avviato nell’agosto 2024, il progetto “Riscoprire Ricette Valdostane” rappresenta un’idea innovativa realizzata dall’Unione Regionale Cuochi della Valle d’Aosta, l’Associazione Cuochi Aosta, in collaborazione con “Il cielo in una pentola”, l’Institut Agricole Régional, il Centro Agricolo Dimostrativo di Saint-Marcel e La Valle d’Aosta in TV e che attraverso l’importante sostegno del CELVA ha potuto essere realizzato.

L’obiettivo? Recuperare le antiche ricette tradizionali legate ai territori valdostani, custodite dalle comunità locali, e trasformarle in un patrimonio condiviso.

Cosa rende unico questo progetto e perché abbiamo deciso di promuoverlo?

– Ogni ricetta racconta la storia di un comune della Valle: dal Viandon di Valtournenche alla Carbonada au vin Blanc di Morgex; da la Favò di Aymavilles a la Porchon di Verrayes.
– Tutti i piatti sono realizzati con prodotti locali e a filiera corta, valorizzando agricoltura, viticoltura e allevamento della Valle d’Aosta.
– Il progetto è anche sociale: grazie alla partecipazione del gruppo “Il cielo in una pentola”, giovani con disabilità sono stati protagonisti dei laboratori culinari, promuovendo inclusione e condivisione.

L’intento è l’ottenimento della certificazione De.Co. (Denominazione Comunale), uno strumento che può arricchire l’offerta turistica, agricola ed economica del territorio e può favorire attività nel settore agricolo, incoraggiando la coltivazione di prodotti di nicchia, puntando alla valorizzazione dei piatti come ulteriore strumento di marketing territoriale.

Con quattro tappe itineranti, il progetto non solo ha riportato alla luce ricette autentiche, ma ha anche rafforzato il legame tra territorio, cultura e persone.

Questo è da sempre anche il nostro obiettivo!

Nell’ambito della collaborazione, inoltre, sono stati realizzati video informativi che offrono uno sguardo più approfondito sulle ricette, gli ingredienti e le tecniche tradizionali.

Questi video sono stati realizzati grazie alla collaborazione dei ricercatori IAR, i quali hanno contribuito con le loro competenze nel documentare e analizzare il patrimonio culinario regionale. La loro partecipazione ha garantito un approccio scientifico e culturale, mettendo in evidenza la storia, i valori nutrizionali e l’importanza identitaria delle ricette valdostane.

L’evento di presentazione dello scorso 17 gennaio, presso l’Institut, è stato l’occasione per degustare le quattro ricette realizzate e scoprire i risultati del progetto attraverso video e racconti. Un momento di celebrazione della cultura valdostana e dell’importanza della collaborazione tra tradizione e innovazione.

Eccellenza Valdostana: Il Vallée d’Aoste Gamay DOC 2023

Un Gioiello di Vino: il Vallée d’Aoste Gamay DOC 2023 trionfa al concorso mondiale del Gamay di Lione.

Siamo entusiasti di annunciare un risultato straordinario per il Vallée d’Aoste Gamay DOC 2023, che si è aggiudicato il prestigioso premio “Miglior Gamay Straniero 2025” al Concours International du Gamay de Lyion.
Questo riconoscimento internazionale conferma l’eccellenza del nostro vino valdostano, selezionato tra oltre 700 referenze, da una giuria di esperti provenienti da tutto il mondo.

Un premio che celebra la qualità e il territorio

Questo importante traguardo non rappresenta solo un riconoscimento per il vino, ma anche una celebrazione della Valle d’Aosta come territorio d’eccellenza per la viticoltura. I vigneti situati a 750 metri di altitudine, con un microclima unico e l’esperienza maturata in campo ed in cantina dei ricercatori IAR,  si combinano per creare un Gamay elegante e complesso.

Il Vallée d’Aoste Gamay DOC 2023 si distingue per i suoi aromi fruttati, con note speziate che lo rendono un prodotto di alta qualità e dal forte carattere identitario.

Una vittoria dal sapore unico

Secondo la giuria internazionale, il Vallée d’Aoste Gamay DOC 2023 si è distinto per:

Eleganza e autenticità: Un equilibrio perfetto tra freschezza e struttura, che cattura l’essenza del terroir valdostano.
Sostenibilità nella produzione: Le pratiche agricole adottate garantiscono il rispetto per l’ambiente e la conservazione della biodiversità locale.
Versatilità enogastronomica: Un vino che si abbina magnificamente a piatti tradizionali, ma anche a creazioni culinarie moderne, rendendolo un compagno ideale per chef e ristoratori.

L’importanza del riconoscimento per il panorama enologico valdostano

Il premio “Miglior Gamay Straniero 2025” sottolinea il crescente ruolo della Valle d’Aosta nella scena internazionale del vino. Non solo conferma la qualità del Vallée d’Aoste Gamay DOC 2023, ma pone sotto i riflettori una regione considerata un “gioiello nascosto”.

Questo successo rafforza la reputazione dell’enologia valdostana e apre nuove opportunità per i produttori locali sui mercati globali.

Le attività di ricerca applicata come elemento essenziale per la valorizzazione del terroir valdostano

L’Institut Agricole Régional gioca un ruolo centrale nella valorizzazione del terroir unico della Valle d’Aosta, un elemento cruciale per l’identità e la qualità del Vallée d’Aoste Gamay e di altri vini locali. Grazie alla conoscenza approfondita delle caratteristiche del territorio, l’Institut promuove la ricca tradizione vitivinicola della Valle d’Aosta. Un impegno che si traduce nella salvaguardia delle varietà autoctone e delle tecniche di produzione tradizionali, adattandole con sensibilità alle esigenze dei mercati moderni.

Custodia e innovazione della tradizione vinicola

Grazie al lavoro di tutto il team dell’Unità di enologia-viticoltura, l’Institut contribuisce non solo alla crescita del settore vitivinicolo, ma anche alla diffusione di un’immagine autentica della Valle d’Aosta come territorio di eccellenza enologica.

Torille, la rinascita della viticoltura eroica valdostana

A Verrès, in Valle d’Aosta, ha preso forma un progetto ambizioso che ha unito tradizione e innovazione: il recupero dei terrazzamenti di Torille.
Questa storica area vitivinicola, abbandonata da anni, è tornata al suo antico splendore grazie a un piano di riqualificazione sostenibile e alla valorizzazione del territorio.

Tradizione e Storia: le radici del progetto

Torille vanta una lunga tradizione nella coltivazione della vite, risalente almeno al XIX secolo, come documentato dallo studioso Lorenzo Francesco Gatta. I vigneti, coltivati tra muretti a secco e pendii scoscesi, hanno rappresentato un simbolo di resilienza e capacità umana di adattarsi a un ambiente impervio.

L’obiettivo del progetto è stato non solo il recupero agricolo, ma anche la riqualificazione paesaggistica, in un’area di grande rilevanza turistica attraversata dal Cammino Balteo e dalla Via Francigena.

Interventi tecnici e sostenibilità

Il piano ha previsto una serie di interventi mirati per garantire la stabilità e la funzionalità dell’area:
– Consolidamento dei muretti a secco esistenti.
– Creazione di piste per l’accesso dei mezzi agricoli.
– Costruzione di una vasca per la raccolta d’acqua, utile per l’irrigazione e la prevenzione incendi.
– Recupero della coltivazione con il tradizionale sistema della Pergola Valdostana alta.

Grazie a uno studio approfondito, l’area è stata valutata come ideale per una viticoltura di qualità, con terreni fertili e un microclima che favorisce la produzione vinicola, nonostante la sfida della scarsità idrica.

Un vino di eccellenza per il mercato di fascia alta

Il cuore del progetto è la produzione di un vino rosso di alta gamma, ottenuto da varietà autoctone come il Nebbiolo. Il modello economico punta su un prodotto distintivo, con affinamenti in botte grande e barrique, per posizionarsi nel segmento “Premium”.

Con una resa stimata di 80 quintali per ettaro, il piano ha previsto una redditività sostenibile nel lungo periodo. L’investimento complessivo è stato di 1,8 milioni di euro, con un ritorno economico previsto entro 15-18 anni.

Torille, nuova meta dell’enoturismo

Il recupero dei terrazzamenti non è solo un progetto agricolo, ma una strategia per promuovere l’enoturismo. Il vino di Torille sarà ambasciatore del territorio, offrendo un’esperienza che unisce degustazioni, paesaggi unici e percorsi storico-naturalistici.

Una sfida che guarda al futuro

Il progetto rappresenta un esempio concreto di come tradizione, innovazione e sostenibilità possano integrarsi per rilanciare un territorio.

Torille non è solo un vigneto recuperato, ma un simbolo di rinascita per la Valle d’Aosta, pronta a riaffermare la sua vocazione alla viticoltura eroica.

I progetti Vi.A e Vi.A TOUR sono stati avviati grazie ad un finanziamento del Programma europeo di cooperazione transfrontaliera tra Francia e Italia ALCOTRA 2014-2020, sull’obiettivo specifico 3.1. Patrimonio naturale e culturale – incrementare il turismo sostenibile nell’area ALCOTRA

Per approfondimenti, vai sulla pagina del progetto qui

Tour della strada dei vigneti alpini – Vi.A TOUR

 

Scarica la pubblicazione

Francesia C., Chenal G., Letey M., et al. 2024 Recupero dei terrazzamenti viticoli a pergola valdostana alta di Torille, Verrès (AO). Institut Agricole Régional. ISBN 978-88-99349-11-0

Comunicare la scienza: un corso di formazione per i ricercatori IAR

L’Institut Agricole Régional continua il suo impegno nella formazione e crescita professionale dei suoi ricercatori, offrendo loro strumenti innovativi per comunicare in modo efficace le loro scoperte e le loro ricerche.

Recentemente, infatti, alcuni dei nostri ricercatori hanno partecipato a un corso intensivo di comunicazione scientifica, organizzato da IAR e finanziato da Fondimpresa, con il docente e formatore Michele Bellone, esperto di comunicazione della scienza.

Il corso, che si è svolto in tre giorni, ha fornito ai partecipanti una panoramica completa e approfondita su come affrontare la comunicazione scientifica in modo chiaro e coinvolgente, trattando temi fondamentali come:

– Il rapporto tra storia e scienza: come le scoperte scientifiche sono plasmate dal contesto storico e come la scienza contribuisce alla costruzione della nostra storia collettiva.
– Filosofia e scienza: la riflessione filosofica sul metodo scientifico e sulla natura della conoscenza.
– Scienza e società: la connessione tra il progresso scientifico e i suoi effetti sulla società, nonché il ruolo della scienza nel migliorare la vita quotidiana.
– Storytelling: come raccontare storie scientifiche in modo che siano accessibili e coinvolgenti per un pubblico non specialista.
– Information Disorder: l’importanza di navigare tra le informazioni false o distorte, soprattutto sui social media, e di come la scienza possa mantenere la sua credibilità.
– Social network: come utilizzare le piattaforme digitali per diffondere conoscenze scientifiche in modo efficace.
– Archetipi della comunicazione: comprendere i modelli comunicativi ricorrenti che possono facilitare la trasmissione dei messaggi scientifici.
– Come affrontare un’intervista: le tecniche per gestire i media e rispondere alle domande con chiarezza e autorevolezza.

Il corso ha dato modo ai ricercatori di affinare le loro competenze comunicative, affrontando tematiche delicate e spesso complesse.

Questo tipo di formazione è fondamentale per migliorare il dialogo tra scienza e società, garantendo che i risultati delle ricerche scientifiche siano trasmessi in modo trasparente e comprensibile.

Siamo convinti che la capacità di comunicare efficacemente la scienza sia essenziale per avvicinare la società alle innovazioni che cambiano il nostro modo di vivere. Per questo, l’IAR continuerà a promuovere percorsi di formazione di questo tipo, affinché i nostri ricercatori siano sempre più preparati a dialogare con il pubblico e i media.

NextAlpine – Salone dei Mestieri della montagna e dell’Innovazione agricola apre le sue porte giovedì 16 e venerdì 17 aprile 2026 ad Arvier, in Valle d’Aosta

Organizzato dall’Institut Agricole Régional nell’ambito del progetto PNRR Agile Arvier – La Cultura del Cambiamento, NextAlpine è uno spazio di incontro e confronto tra istituzioni, enti di ricerca, imprese, professionisti, studenti e cittadini, con un obiettivo chiaro: far dialogare l’innovazione tecnologica con le conoscenze tradizionali delle terre alte.

Il Salone si articolerà in due giornate dense di workshop, dimostrazioni e incontri ad Arvier, il 16 e 17 aprile 2026 presso la Sala Polivalente e l’Area Camping di Via Saint-Antoine.

Il programma nel dettaglio

Ogni giornata sarà aperta dalle 9:30 alle 18:30 con accesso libero alle aree espositive, dove sarà possibile visitare gli stand di aziende, enti e istituzioni attivi nei settori dei mestieri della montagna, dell’agricoltura alpina e delle tecnologie innovative.

    Giovedì 16 aprile

La prima giornata si apre alle 9:30 con i saluti istituzionali, seguiti da un ricco calendario di appuntamenti:

– ore 11:00 – Workshop “Professioni verticali: identità, formazione e futuro dei mestieri della montagna”, con la partecipazione dell’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna.
– ore 14:00 – Attività dimostrativa “Agricoltura 4.0 e innovazione tecnologica”: robotica, droni, esoscheletri, sensoristica avanzata e sistemi di supporto alle decisioni (DSS) in azione dal vivo.
– ore 15:30 – Attività dimostrativa “Mestieri della montagna”: dimostrazioni pratiche di lavorazione del legno, del cuoio, delle tecniche tessili e della tradizionale copertura in losa.
– ore 16:30 – Workshop “Formare per restare: percorsi formativi e prospettive professionali in ambito alpino”, con IAR, Liceo Linguistico di Courmayeur, Istituto Don Bosco di Châtillon, Projet Formation, École Hôtelière de la Vallée d’Aoste e AgenForm.
– ore 17:30 – Degustazione di prodotti del territorio a cura del Consorzio Vini Valle d’Aosta e del Consorzio D.O.P. Fontina.
– ore 18:30 – Workshop “Servizi Ecosistemici e Cambiamenti Climatici in Valle d’Aosta”, con ARPA Valle d’Aosta.

     Venerdì 17 aprile

La seconda giornata si apre con un workshop dedicato all’agricoltura valdostana e continua con approfondimenti su territorio, ambiente e opportunità professionali:

– ore 9:30 – Workshop “Meme o realtà? L’agricoltura valdostana oltre gli stereotipi”, con l’Università della Valle d’Aosta.
– ore 11:30 – Workshop “Territorio, ambiente e sostenibilità: prospettive professionali a confronto”, con Ordini professionali di agronomi, geologi, veterinari, agrotecnici, DISAFA-UniTO e Università della Valle d’Aosta.
– ore 14:00 e 15:30 – Replicate le attività dimostrative sull’Agricoltura 4.0 e sui mestieri tradizionali della montagna.
– ore 16:30 – Workshop “Montagna produttiva e accogliente: sinergie tra agricoltura, ospitalità e valorizzazione territoriale”, con TurismOK, AREV, ADAVA, OrtoVDA, Consorzio Apicoltura e Cofruits.
– dalle 18:30 – Rinfresco conclusivo a cura del Consorzio Vini Valle d’Aosta e del Consorzio D.O.P. Fontina.

 

Prima ancora dell’evento: la conferenza stampa

Il sipario si alzerà ufficialmente mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 11:00 presso la Sala del Consiglio del Comune di Arvier (Via Corrado Gex 8), con la conferenza stampa di presentazione. Interverranno il Sindaco Mauro Lucianaz, il Dirigente PNRR Gianluca Tripodi, il Direttore didattico IAR Michele Sigaudo e il Direttore della sperimentazione Mauro Bassignana.

Scarica il programma completo!

Il programma ufficiale di NextAlpine è disponibile per il download  qui.

 

Un evento che guarda al futuro della montagna

NextAlpine non è solo una fiera. È un’occasione concreta per costruire ponti tra chi custodisce i saperi antichi della montagna e chi immagina il suo futuro attraverso la tecnologia. In un unico luogo si incontreranno università, ordini professionali, scuole, cooperative, startup e artigiani, tutti uniti da una visione condivisa: un territorio alpino vivo, sostenibile e innovativo.

L’evento è realizzato nell’ambito della Missione 1 – Componente 3 del PNRR, Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi” – Linea A, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU.

 

Corrado Gex – sessant’anni dopo: un’eredità che ancora ci parla

A sessant’anni dalla scomparsa dell’on. Corrado Gex, il Presidente dell’Institut Agricole Régional ne ricorda la figura e il lascito duraturo per la formazione valdostana.

Ricordare Corrado Gex non è un esercizio formale di memoria. È un gesto di gratitudine verso un amministratore che ha saputo guardare oltre l’immediato, credendo nel valore strategico dell’istruzione per una piccola regione di montagna.

Lo scorso 25 aprile sono trascorsi i sessant’anni dalla scomparsa dell’on. Corrado Gex e il suo ricordo torna vivo e necessario nella memoria collettiva della nostra comunità. Parlare di lui significa parlare di un tempo di costruzione, di visione e di fiducia nel futuro della Valle d’Aosta e significa anche rievocare un legame profondo con l’Ecole Pratique d’Agriculture e all’idea di scuola radicata nella terra, nella cultura e nell’identità della nostra regione.

Corrado Gex, nel suo ruolo di assessore all’istruzione, seppe interpretare con lungimiranza i bisogni di una regione che stava cambiando; erano anni in cui la scuola non era soltanto un luogo di apprendimento, ma anche uno strumento di riscatto sociale e di crescita civile. Egli comprese che investire nell’istruzione significava investire nel futuro della comunità: più opportunità, più competenze, più consapevolezza. In questo percorso ebbe un ruolo centrale l’amicizia stimata e feconda con il Canonico Joseph Vaudan, il loro non fu soltanto un rapporto istituzionale, ma un dialogo autentico tra due uomini che condividevano una visione: formare persone, coltivare menti e coscienze. In quella collaborazione l’Ecole Pratique d’Agriculture divenne così non solo una scuola ma un laboratorio di futuro.

Da quell’esperienza è cresciuto nel tempo l’Institut Agricole Régional, che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento prezioso per i giovani valdostani e non solo; camminando tra le aule della scuola, in cantina come in stalla si percepisce l’eredità di quelle scelte lungimiranti e l’idea che tradizione e innovazione possano convivere e che la formazione “agricola” sia cultura, scienza e anche identità.

Ricordare Corrado Gex a sessant’anni dalla sua morte non è dunque, per noi, un esercizio formale di memoria; è un gesto di gratitudine. È il riconoscimento di un amministratore che ha saputo guardare oltre l’immediato, che ha creduto nel valore strategico dell’istruzione per una piccola regione di montagna con una forte identità e grandi potenzialità.

Oggi, mentre nuove sfide educative si affacciano all’orizzonte, il suo esempio ci ricorda che le politiche scolastiche migliori nascono dall’ascolto, dalla collaborazione e da una visione condivisa. Il dialogo tra istituzioni, educatori e comunità che Corrado Gex ed il canonico Vaudan seppero incarnare resta una lezione attuale. Celebrare la loro memoria ha significato e significa oggi rinnovare quell’impegno verso i giovani della Valle d’Aosta continuando a credere che la scuola, come la terra, dia frutto quando è coltivata con cura, passione e responsabilità. In questo senso, il loro insegnamento è ancora vivo e continua a parlare alle nuove generazioni con la forza delle radici profonde.

 

Piero Prola
Presidente dell’Institut Agricole Régional

ECO ALP 2050: due giorni di lavoro intenso per il futuro degli habitat d’alta quota

I partner di ECO ALP 2050 si sono dati appuntamento ad Aosta per due giornate di lavoro intenso: fare il punto sulle attività in programma e tracciare la rotta per i mesi a venire.

Martedì 17 marzo si è riunito il Comitato di Pilotaggio (COPIL), con la partecipazione di tutti i partner di progetto. L’incontro ha rappresentato un momento fondamentale per fare il punto sulle attività svolte e programmare le prossime fasi di lavoro.

Mercoledì 18 marzo, presso l’Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali della Regione Valle d’Aosta, si è tenuta la conferenza-dibattito “Il piano pastorale che fa la differenza. Gestione efficace dei pascoli e preservazione degli habitat”. Al centro dei lavori, il tema della gestione sostenibile dei pascoli d’alta quota: elemento chiave non solo per il mantenimento dell’allevamento e delle produzioni di qualità in montagna, ma anche per la conservazione della biodiversità alpina, sempre più esposta alle sfide poste dai cambiamenti climatici. Esperti provenienti dalla Valle d’Aosta, dalla Savoia e dall’Alta Savoia hanno condiviso metodologie, strumenti innovativi e buone pratiche per una gestione integrata del territorio.

Dopo l’intervento iniziale di Speranza Girod, Assessore all’Agricoltura e Risorse Naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta, Mauro Bassignana – Direttore della Sperimentazione dell’Institut Agricole Régional, Rémy Magdinier e Aurore Schack – rappresentanti delle Société d’Économie Alpestre di Savoia e Alta Savoia, hanno presentato impostazione ed esperienze dirette di utilizzo dei piani pastorali, mentre Andrea Robin Preillan – Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali – e Gianluca Filippa – ARPA Valle d’Aosta – hanno illustrato strumenti innovativi basati sull’utilizzo di immagini satellitari per la cartografia dei prati-pascoli.
A chiudere l’evento, un animato dibattito ha permesso il confronto tra esponenti di associazioni di categoria ed allevatori, gestori di aree naturali, liberi professionisti e ricercatori, per analizzare la gestione pastorale da punti di vista differenti.

Nel pomeriggio della stessa giornata i partner di progetto sono stati impegnati nell’elaborazione di moduli educativi ludici sul ruolo delle pratiche pastorali nella preservazione degli habitat d’alta quota. Sono state discusse le attività future e l’impostazione dei pacchetti pedagogici: strumenti didattici destinati agli studenti per sensibilizzarli alla conservazione della biodiversità e alle sfide specifiche degli ecosistemi d’alpeggio.

Due giorni che hanno confermato la coesione del partenariato: ECO ALP 2050 avanza con la consapevolezza che la tutela degli habitat d’alta quota passa anche attraverso la condivisione di saperi, strumenti e visioni comuni tra i due versanti delle stesse Alpi.

Il piano pastorale che fa la differenza. Gestione efficace dei pascoli e preservazione degli habitat.

Mercoledì 18 marzo 2026, presso l’Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali (Saint Christophe, AO), si terrà la conferenza-dibattito intitolata «Il piano pastorale che fa la differenza. Gestione efficace dei pascoli e preservazione degli habitat».

L’evento, che si svolgerà in lingua francese, prenderà avvio alle ore 9:30 (accoglienza a partire dalle 9:00) e si concluderà entro le 12:30.
Al centro della giornata, i piani pastorali: strumenti fondamentali per una gestione sostenibile degli alpeggi e per la preservazione degli habitat montani, temi sempre più cruciali nel contesto dei cambiamenti climatici e delle politiche ambientali europee.

Il programma

Dopo i saluti istituzionali dell’Assessore all’Agricoltura e Risorse Naturali, Speranza Girod, i lavori saranno aperti da Mauro Bassignana, Direttore della Sperimentazione dell’Institut Agricole Régional, con una presentazione del progetto ECO ALP 2050 e una panoramica sull’importanza della gestione pastorale nel mantenere gli habitat di alta quota. Interverranno quindi Rémy Magdinier (Société d’Économie Alpestre de Savoie) e Aurore Schack (Société d’Économie Alpestre de Haute-Savoie), che presenteranno esperienze dirette di applicazione di piani pastorali. Seguirà l’intervento di Andrea Robin Preillan (Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali) e Gianluca Filippa (ARPA Valle d’Aosta) su nuovi strumenti per la gestione delle risorse prato-pascolive e l’applicazione del telerilevamento alla cartografia dei pascoli.

I lavori si concluderanno con un dibattito aperto al pubblico.

È prevista l’attribuzione di crediti formativi professionali (CFP) per gli iscritti all’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali

>Scarica la locandina – programma qui

 

Per INFO.

Giada Prione

0165215805
g.prione@iaraosta.it


L’evento è realizzato nell’ambito delle attività del Progetto co-finanziato dall’Unione Europea Interreg Alcotra Francia-Italia ECO ALP 2050  ed è finalizzato alla gestione sostenibile degli ecosistemi dei pascoli alpini nella zona transfrontaliera delle Alpi del Nord.

Studenti IAR sul podio al Concours Général Agricole di Parigi

Parigi, 1° marzo 2026 — Grandi notizie: i nostri studenti si sono aggiudicati il 2° posto al TIEA — Trophée International de l’Enseignement Agricole, la competizione internazionale tra scuole agricole europee che si svolge ogni anno nell’ambito del prestigioso Concours Général Agricole al Salone Internazionale dell’agricoltura.

Un risultato straordinario, che premia il lavoro, la preparazione e l’impegno, e che porta il nome dello IAR — e della Valle d’Aosta — sul palco di uno degli eventi agricoli più importanti d’Europa.
GUARDA I VIDEO REALIZZATI PER IL CONCORSO SUL CANALE YOUTUBE IAR

La cerimonia di premiazione si è tenuta nel cuore del Salon de l’Agriculture, alla presenza di ospiti istituzionali di altissimo livello: Yaël Braun-Pivet, Presidente dell’Assemblea Nazionale francese  e Olivier Alleman, Commissario Generale del Concours Général Agricole.

Un riconoscimento che testimonia il valore e l’impegno dei nostri ragazzi su una scena davvero internazionale.

Una collaborazione triennale che dà i suoi frutti

La partecipazione al concorso è resa possibile grazie alla consolidata partnership con il Campus Agroviticole de la Charente , istituto d’eccellenza francese con cui lo IAR collabora da tre anni e che al TIEA 2026 ha conquistato il 3°posto nella categoria: “vaches laitières“.
Un legame che si è dimostrato prezioso non solo per la competizione, ma per l’intero percorso formativo dei nostri studenti, favorendo scambi di esperienze, metodologie e visioni sull’agricoltura del futuro.

Tra vigneti, zootecnia e formazione: le visite sul territorio

I giorni parigini non sono stati soltanto competizione. La delegazione ha avuto l’opportunità di vivere due esperienze formative di grande rilievo:

Domaine Armelle et Bernard Rion — Visita a questa prestigiosa azienda vitivinicola della Borgogna, occasione per scoprire da vicino l’eccellenza enologica francese e confrontarla con le realtà produttive della nostra Valle d’Aosta.
La Bergerie Nationale — Azienda zootecnica e polo formativo agricolo è stato visitato con un duplice obiettivo: conoscere il modello educativo e valutare possibili future mobilità Erasmus+, ampliando ulteriormente la rete di collaborazioni internazionali dello IAR.

Tutto questo grazie a Erasmus+

Questa partecipazione è stata resa possibile grazie a una mobilità Erasmus+ in ambito VET (Vocational Education and Training), il programma europeo che sostiene la formazione professionale transnazionale. Un’opportunità che arricchisce il percorso scolastico dei nostri studenti con competenze, relazioni e prospettive che vanno ben oltre i confini regionali.

Complimenti a tutti i ragazzi e un ringraziamento speciale agli insegnanti e agli accompagnatori IAR per aver reso possibile questa bellissima avventura formativa!

Corso di trasformazione di prodotti a base di carne

L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “Agile Arvier – La cultura del cambiamento”, finanziato da NextGenerationEU attraverso il PNRR (Missione 1 – Componente 3, Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi”).

Il corso nasce da una duplice esigenza strategica: formare operatori qualificati per il settore agroalimentare e sostenere lo sviluppo economico delle aree montane, favorendo il ricambio generazionale nelle filiere corte locali.

Il percorso formativo

Il corso, della durata complessiva di 65 ore, offre un’immersione completa nelle tecniche di lavorazione, trasformazione e vendita di carni e prodotti a base di carne.

Il programma è così strutturato:

20 ore di teoria (presso Foyer Montfleury, Aosta);
37 ore di attività pratiche e laboratoriali (presso il laboratorio carni dell’IAR);
8 ore di visite didattiche in realtà produttive regionali.

I partecipanti apprenderanno tecniche di disosso (partendo dalle mezzene), sezionamento, preparazione dei tagli carnei e produzione artigianale di salumi, senza trascurare gli aspetti cruciali della commercializzazione del prodotto finito.

Certificazioni e sbocchi

Al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di frequenza.

Il corso permette di ottenere la certificazione valida per l’assolvimento degli obblighi formativi in materia di igiene dei prodotti alimentari (HACCP – Regolamento CE N.852/2004). Chi fosse già in possesso di tale certificazione potrà essere esentato dalla frequenza dei moduli specifici.

Dettagli e iscrizioni

Per garantire la massima efficacia delle esercitazioni pratiche, il corso è a numero chiuso (massimo 8 partecipanti.)

In caso di esubero di domande verrà effettuata una selezione.

Inizio lezioni: martedì 3 marzo 2026.

Termine: Fine aprile 2026.
Impegno: 2 incontri settimanali da 4-5 ore.
Scadenza iscrizioni: Entro il 25 febbraio 2026.

Per informazioni e iscrizioni

Arev (Associazione Regionale Allevatori Valdostani) Loc. Borgnalle, 10/L – 11100 AOSTA Tel.: +39 0165 34510 Email: arev@arev.it Sito web: www.arev.it

Il corso è gratuito, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) a titolarità del Ministero della Cultura (MiC). Missione 1 – Componente 3 (M1C3) – Misura 2 – Investimento 2.1 – Denominato “Attrattività dei Borghi” Linea A – Progetto “Agile Arvier. La cultura del cambiamento”. Attività 2.4 – Azione 2.4.2.

Locandina Corso carne

Modulo di iscrizione

Programma corso

L’Institut Agricole Régional al Salone dell’Orientamento della Valle d’Aosta

Al #VdAorienta2026, la Fondazione Institut Agricole Régional presenta i percorsi di studio e le prospettive professionali nel settore della ricerca agroalimentare di montagna.
Quest’anno IAR partecipa al salone con una duplice proposta: illustra ai giovani valdostani i percorsi formativi della scuola e illustrare le opportunità professionali per chi intende proseguire gli studi dopo il diploma.

9-10 febbraio: l’offerta formativa e la residenzialità educativa

Nei primi due giorni del salone, lo stand dell’Institut Agricole Régional sarà dedicato alla presentazione del piano educativo-formativo, con focus sui due percorsi di istruzione e formazione professionale e sull’esperienza della residenzialità presso il collegio.
Il punto di forza dell’Istituto è la metodologia didattica: un apprendimento multidisciplinare che integra teoria e pratica grazie a un’infrastruttura unica. Il fulcro di questo approccio è “l’aula verde”, un’azienda agricola che funziona da laboratorio multifunzionale dove gli studenti possono applicare sul campo, in modo continuativo, le conoscenze acquisite in classe.
Il collegio completa l’offerta formativa: non è solo un luogo di residenza, ma un vero ambiente di crescita personale, dove i ragazzi maturano sia dal punto di vista professionale, umano e relazionale, in un ambiente educativo stimolante e accogliente.

12 febbraio: le professioni della ricerca agroalimentare

Il 12 febbraio l’Institut Agricole Régional cambia veste: saranno i ricercatori, molti dei quali anche docenti, a presentare le figure professionali che operano nelle attività di ricerca e sperimentazione al servizio dell’agricoltura di montagna. Un’occasione preziosa per scoprire i percorsi accademici e i corsi professionalizzanti che permettono di lavorare in questo settore. I visitatori potranno così avere una visione completa della Fondazione e delle molteplici opportunità per chi desidera costruire il proprio futuro in questo ambito.

Clicca qui per il programma della giornata

Programma Salone dell'Orientamento VdAorienta 2026 - PDF

Les Jeunes Racines: quando la scuola diventa esperienza

C’è qualcosa di speciale quando i giovani decidono di sporcarsi le mani, nel vero senso della parola. Ancora più speciale quando lo fanno per valorizzare il territorio e le sue tradizioni. Les Jeunes Racines è molto più di un nome suggestivo scelto dagli studenti della Classe V dell’Institut Agricole Régional. È un progetto che racconta come la formazione possa trasformarsi in esperienza reale, tangibile, gustosa.

Dal 29 gennaio al 1° febbraio, in Piazza Plouves alla Fiera di Sant’Orso, questi ragazzi porteranno il frutto del loro lavoro: composte di mela e cannella, succhi naturali, il tradizionale Pan Ner. Prodotti che nascono dalla collaborazione, dal lavoro di squadra, dall’uso consapevole di materie prime locali.

E’ una dimostrazione di come la scuola possa diventare un laboratorio dove si impara facendo, dove si recuperano tradizioni e si costruisce futuro.

Ogni barattolo, ogni bottiglia di succo, ogni forma di pane ha un valore aggiunto invisibile: finanziare progetti didattici e attività educative favorendo anche l’inclusione di ragazzi in situazione di fragilità. Lasciare un offerta ai Les Jeunes Racines significa investire nella formazione, sostenere chi sta imparando a trasformare passione e studio in competenze reali.

Alla Fiera di Sant’Orso ci saranno centinaia di artigiani straordinari, questo è certo. Ma quanti di loro potranno raccontarvi non solo come è fatto il loro prodotto, ma anche cosa hanno imparato realizzandolo?

Fermarsi allo stand enogastronomico in Piazza Plouves significa ascoltare una storia diversa. Quella di giovani che hanno scelto di radicarsi nel territorio – proprio come suggerisce il loro nome – per farlo crescere insieme a loro.

Come sostenerli

Quando: 29 gennaio – 1° febbraio
Dove: Stand enogastronomico, Piazza Plouves
Prenotazioni: Beatrice Georgy (+39 345 0329379) o Christophe Roullet (+39 351 8395416)

Una storia da scoprire, un progetto da sostenere, un futuro da incoraggiare.

Ci vediamo in Fiera?

LOCANDINA

CHI SIAMO

Incontro tra IAR e Vaches en Piste: rafforzata la collaborazione in vista del Salone 2027

Ieri si è tenuto presso l’InstitutAgricole Régional un importante incontro istituzionale che ha visto la delegazione di Vaches en Piste fare visita alla Valle d’Aosta per la consegna dell’assegno destinato alla partecipazione della scuola al Challenge des centres de formation, svoltosi nell’ambito dell’edizione 2025 del Salone.

L’occasione ha permesso di riunire, oltre allo IAR, le altre associazioni valdostane che hanno preso parte all’evento: Anaborava, Arev, il Consorzio Produttori e Tutela della D.O.P. Fontina e l’Association Régionale Amis Batailles de Reines, con il partenariato e il sostegno dell’Assessorato all’Agricoltura e Risorse Naturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

All’incontro era presente l’Assessore all’Agricoltura e Risorse Naturali, insieme ai rappresentanti delle varie associazioni. La delegazione francese era composta dalla precedente direttrice di Vaches en Piste Nicole Bloc, dal nuovo presidente Philippe Missillier, dal vicepresidente Louis Gurliat e dalla nuova direttrice Nathalie Cretin.

Durante l’incontro sono state poste le basi per proseguire la collaborazione in vista dell’edizione 2027 del Salone, che si terrà dal 1 al 4 aprile presso RochExpo a La Roche-sur-Foron.

Il confronto ha toccato temi di grande attualità per il settore agricolo e zootecnico di montagna, dall’importanza della valorizzazione dei prodotti tipici alle sfide della zootecnia alpina, fino alle prospettive di sviluppo per le produzioni di qualità e la formazione delle nuove generazioni di allevatori e agricoltori.

Un momento significativo di scambio e programmazione che conferma la solidità del legame tra i due territori e l’impegno comune nella promozione dell’agricoltura di montagna e delle sue eccellenze.

Enoturismo e montagna: a Saint‑Christophe un convegno per promuovere il territorio valdostano

Il 16 gennaio 2026 Saint‑Christophe sarà al centro di un’importante riflessione sul ruolo dell’enoturismo come leva per lo sviluppo e la promozione del territorio montano.
L’Osservatorio sul sistema montagna “Laurent Ferretti” della Fondazione Courmayeur Mont Blanc, l’Institut Agricole Régional e l’Università della Valle d’Aosta promuovono il convegno “L’enoturismo: strumento per lo sviluppo e la promozione del territorio montano”, un’occasione di confronto tra ricercatori, operatori, istituzioni e aziende per analizzare prospettive e strategie di crescita sostenibile di un comparto in forte espansione.

Nel corso della giornata saranno presentati i risultati della ricerca condotta in Valle d’Aosta dalla dottoressa Anna Orselli, che ha analizzato il fenomeno enoturistico combinando un’indagine quantitativa tra i visitatori con interviste qualitative rivolte a consorzi, associazioni, istituzioni e imprese vitivinicole locali. L’obiettivo è mettere a disposizione di chi opera nel settore – e di chi vi si avvicina – strumenti concreti di sviluppo e programmazione. Secondo Lodovico Passerin d’Entrèves, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur Mont Blanc, questa iniziativa nasce all’interno di un programma pluriennale dedicato all’agricoltura di montagna, che ha negli anni esplorato produzioni tradizionali quali la viticoltura eroica, l’allevamento caprino e la frutticoltura:

“Questa ricerca si inserisce nel percorso pluriennale che la Fondazione dedica all’agricoltura di montagna, con l’obiettivo di approfondire e valorizzare le produzioni regionali più significative. In particolare, ci interessano quei comparti che coniugano tradizione, qualità e originalità, e che rappresentano vere opportunità imprenditoriali e occupazionali, soprattutto per le giovani generazioni. Dopo esserci concentrati su viticoltura, allevamento e frutticoltura, oggi puntiamo i riflettori sull’enoturismo come leva per uno sviluppo sostenibile del territorio”.

La giornata di lavori si aprirà con i saluti delle principali autorità regionali e territoriali, tra cui l’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali della Valle d’Aosta, Speranza Girod, e il Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin. Seguiranno gli interventi di relatori di rilievo nazionale, tra cui Umberto Selmi di ISMEA, che approfondirà l’enoturismo nel contesto italiano, e l’Assessore al Turismo, Sport e Commercio Giulio Grosjacques, con un contributo sul valore dell’enogastronomia per la destagionalizzazione turistica.
Per Piero Prola, presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Institut Agricole Régional, la collaborazione tra istituzioni e mondo accademico è fondamentale: “Questo progetto prosegue la solida e proficua collaborazione tra l’Institut Agricole Régional e la Fondazione Courmayeur Mont Blanc, che oggi si amplia coinvolgendo anche l’Università della Valle d’Aosta. L’enoturismo rappresenta una chiave strategica per valorizzare la viticoltura eroica e promuovere uno sviluppo territoriale sostenibile. I risultati della ricerca offrono strumenti concreti a imprese e istituzioni per intercettare nuove opportunità, rafforzando il legame tra agricoltura, cultura e accoglienza”.
Per Anna Maria Pioletti, professoressa dell’Università della Valle d’Aosta, “il progetto rappresenta un importante opportunità di confronto con gli stakeholders del territorio che da tempo operano in modo proficuo per migliorare e valorizzare la viticoltura eroica e promuovere l’enoturismo”.
Nel pomeriggio il programma proseguirà con una tavola rotonda moderata da Mauro Bassignana, alla quale parteciperanno esperti accademici, giornalisti e professionisti del settore, seguita dagli interventi di rappresentanti di associazioni e consorzi vitivinicoli valdostani, tra cui il presidente del CERVIM, il vicepresidente del Consorzio Vini Valle d’Aosta, il presidente del Movimento Turismo del Vino Valle d’Aosta, e altri esponenti del comparto.

ISCRIZIONI

Per partecipare è necessario iscriversi CLICCA QUI

CREDITI FORMATIVI PROFESSIONALI
Il convegno è accreditato ai fini della formazione professionale continua per dottori forestali, dottori agronomi e periti agrari.

Comunicato stampa

Programma

enoturismo

SaluteDerm: la cura della pelle attraverso l’IA e l’innovazione di laboratorio

Nel corso di meno di due anni di lavoro, il progetto SaluteDerm ha già saputo mettere in campo soluzioni capaci di cambiare il modo in cui si diagnosticano e si trattano le lesioni cutanee e, dunque, nella maniera in cui approcciare la salute della pelle umana. Parte di tali risultati è stata presentata nel corso di un evento divulgativo dedicato svoltosi lo scorso venerdì 5 dicembre presso l’Institut Agricole Régional e finalizzato a raccontare un percorso che unisce tecnologia, biotecnologie e valorizzazione delle filiere locali.

Coordinato dalla Fondazione D34Health e guidato nelle vesti di capofila dall’azienda biotecnologica NeuroZone e finanziato dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta attraverso il bando “Aggregazioni R&S Salute”, esso vede come suoi partner i centri di ricerca Institut Agricole Régional e Fondazione Links oltre che l’azienda specializzata in stampa ThallosJet.

Dalla prevenzione alla diagnosi

SaluteDerm nasce per migliorare l’approccio alla salute della cute, la prima barriera del corpo umano contro l’esterno, anzitutto implementando la diagnosi delle lesioni cutanee nonché rendendo più efficaci e tollerabili i prodotti dedicati alla loro cura.
Sin dal gennaio 2024, esso si è anzitutto focalizzato sulla creazione da parte della Fondazione Links di un dispositivo in grado di valutare la gravità delle ferite. Esso sfrutta algoritmi di intelligenza artificiale e tecniche di machine learning per riconoscere le lesioni cutanee, valutarne la gravità e seguirne l’evoluzione.
“In questi mesi abbiamo anche integrato tali modelli con il prototipo di dispositivo realizzato in parallelo, concepito per supportare il personale sanitario nella diagnosi in ambito dermatologico e vulnologico – ha raccontato la ricercatrice Debora Beneduce -. Le attività conclusive da noi previste, tra cui la richiesta di approvazione al comitato etico territoriale della Regione Valle d’Aosta per avviare i primi test clinici sul campo, mirano ora a consolidare l’impatto e la rilevanza dell’innovativa soluzione sviluppata”.

Quando il siero della Fontina diviene un ingrediente cosmetico

SaluteDerm ha inoltre portato alla luce un secondo rilevante risultato come diretto seguito del progetto Typicalp (Interreg V-A Italia-Svizzera 2014/2020) e del progetto Heart VdA (FESR Competitività regionale 2014/2020 e FSE Occupazione 2014/2020). I ricercatori dell’Institut Agricole Régional hanno difatti sondato e reso concreta la possibilità di trasformare lo scarto della produzione della Fontina DOP in un ingrediente efficace per il benessere della pelle, il principio attivo WheyBiotics.
“L’idea nasce dalla volontà di valorizzare il sottoprodotto di una filiera dal grande impatto in Valle d’Aosta, il siero dolce dalla produzione di Fontina DOP appunto, sfruttando le proprietà nutrizionali e funzionali che derivano dal suo latte di origine per dare vita a un ingrediente innovativo benefico per la cute – ha ricostruito la ricercatrice Tania Flutto, evidenziando come per ogni forma di formaggio lavorata si crei uno scarto di nove litri del suo siero -. Il metodo che abbiamo ideato permette di utilizzare il 60% del siero altrimenti gettato, che dopo trattamenti termici, processi di filtrazione e fermentazione con batteri lattici autoctoni produce due componenti, permeato e retentato, a loro volta ricche di ingredienti attivi interessanti”.

Gli utilizzi concreti di WheyBiotics

Sottoposto ad ambedue test in vitro e test in vivo, WheyBiotics è stato brevettato nel giugno del 2023 ed è detentore della denominazione internazionale riservata agli ingredienti dei prodotti cosmetici INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Ancorché ristretto e circoscritto alla sola realtà laboratoriale, tale innovativo prodotto è stato incorporato dallo IAR all’interno di una struttura idrogel altamente compatibile con la pelle che ne rilasci microdosi in modo mirato e personalizzabile.

“Tale biostruttura innovativa è stata ugualmente formulata a partire dallo scarto del processo di ultrafiltrazione del siero di Fontina DOP, aprendo nuove prospettive nella cura delle lesioni cutanee – ha commentato il ricercatore Mathieu Merlet -. Grazie alla collaborazione con ThallosJet, azienda valdostana specializzata in sistemi di stampa avanzata, è stato possibile sfruttare una apposita tecnologia di inkjet printing per il microdosaggio di tale ingrediente attivo”.

Ma non finisce certo qui perché WheyBiotics gode anche della sua prima applicazione cosmetica, la crema “Nuova vento e freddo” sviluppata nei laboratori di Verrès dell’azienda valdostana Dottor Nicola Farmacista.

“Tale sviluppo ha richiesto un percorso complesso e multidisciplinare, condotto in stretto raccordo con il team di ricerca dell’Institut Agricole Régional e corroborato da una serie di approfondimenti scientifici che hanno coinvolto laboratori universitari e centri di competenza esterni – ha spiegato Andrea Nicola -. Dallo studio delle proprietà biofunzionali del siero alla definizione del veicolo cosmetico più idoneo, la formulazione è stata sottoposta a numerose prove di stabilità, test di sicurezza, valutazioni di efficacia in vitro e verifiche di compatibilità cutanea, al fine di garantire un prodotto adatto anche alle pelli più sensibili”.

Job Orienta 2025: l’Institut Agricole Régional protagonista a Verona

In occasione della 34ª edizione di Job Orienta, il più importante salone nazionale dedicato all’orientamento, alla scuola e al lavoro, una delegazione dell’Institut Agricole Régional di Aosta ha rappresentato la Valle d’Aosta all’interno dell’area dedicata agli Istituti Agrari d’Italia, coordinata da Re.N.Is.A. – Rete Nazionale degli Istituti Agrari.

La manifestazione, promossa da Verona Fiere e Regione Veneto, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha avuto come tema guida per il 2025: “Tra intelligenza naturale e intelligenza artificiale: competenze per il futuro”.

Un viaggio nel sistema formativo agricolo

Gli studenti dell’Institut Agricole Régional hanno illustrato al pubblico le caratteristiche dei percorsi tecnico e professionale dell’istituto, ponendo particolare attenzione alle esperienze sul campo, come tirocini e stage, elementi fondamentali nella formazione agricola moderna.

Nello spazio espositivo dedicato, i sei ragazzi della delegazione hanno divulgato nozioni storiche e tecniche legate al contesto agricolo nazionale e regionale, coinvolgendo i visitatori attraverso degustazioni di prodotti provenienti dalle aziende agricole degli istituti agrari italiani. Per la Valle d’Aosta, in particolare, sono state proposte la toma di Mont Fleury e la Fontina, accompagnate da grissini realizzati con farine di ecotipi locali di segale e frumento, oltre a succhi di mela e una selezione di vini.

Tecnologia e didattica: il simulatore agricolo

Grande interesse ha suscitato il simulatore per la lavorazione dei suoli, la concimazione e i trattamenti: gli studenti valdostani hanno guidato i visitatori nell’utilizzo del software, spiegando il funzionamento delle macchine e le diverse tecniche agronomiche, in un perfetto equilibrio tra innovazione digitale e pratiche tradizionali.

La visita istituzionale

Durante la giornata, la Sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito, Paola Frassinetti, ha visitato lo stand, soffermandosi con gli studenti e apprezzando la qualità dei prodotti agroalimentari presentati.

Le scuole in rete

A rappresentare Re.N.Is.A. erano quattro istituzioni scolastiche:

l’Umberto I di Alba (Piemonte), capofila del progetto;

l’Institut Agricole Régional di Aosta;

l’Istituto R. Vaglio di Biella (Piemonte);

l’Istituto Tecnico Agrario B. Caramia di Locorotondo (Puglia).

La delegazione valdostana

Per la Valle d’Aosta erano presenti le alunne Cheraz Selena, Fiou Cécile, Glassier Alice e gli alunni Berardi Alessandro, Dayné Etienne e Denarier Maurice, accompagnati dal responsabile del personale ATA Sonia Jacquemin e dal tutor scolastico Alberto Stella.

La partecipazione dell’Institut Agricole Régional si è rivelata un’occasione preziosa per valorizzare il patrimonio agroalimentare valdostano e per mostrare come la formazione agricola possa dialogare con le nuove frontiere dell’innovazione, preparando i giovani alle sfide del futuro.

Convegno tecnico-scientifico | Focus su Difesa in Viticoltura

Appuntamento dedicato all’innovazione nella difesa fitosanitaria del vigneto, con particolare attenzione alle malattie del legno.

Venerdì 28 novembre 2025, ore 10:00*presso la sala conferenze J.Vaudan dell’ Institut Agricole Régional in Regione La Rochère 1/A, Aosta

*Registrazione partecipanti dalle ore 9:30

ACCREDITAMENTI PROFESSIONALI Riconosciuti 0,25 CFP per Dottori Agronomi e Forestali, oltre ai crediti per Periti Agrari e Periti Agrari Laureati.

PROGRAMMA SCIENTIFICO
Il convegno propone un approccio multidisciplinare che integra ricerca universitaria, sperimentazione applicata e testimonianze dirette dal mondo produttivo:

– Malattie del legno della vite: presentazione delle prove svolte e delle nuove tecniche per il loro contenimento (Dott. Patrick Ronzani – IAR)
– Riduzione degli agrofarmaci: risultati delle sperimentazioni nell’ambito del Progetto Consorzio Prosecco DOC (Dott. Luca Nerva – CREA Conegliano)
– Metodo scientifico applicato: sviluppo di strumenti per la valutazione dell’efficacia di soluzioni innovative nella difesa da Mal dell’Esca e giallumi (Prof.ssa Stefania Tegli – Università di Firenze)
– Applicazioni pratiche: risultati di campo e protocolli operativi per la gestione delle resistenze biotiche e abiotiche

NETWORKING E CONFRONTO
La giornata si concluderà con una tavola rotonda che favorirà il dialogo tra ricercatori, agronomi e produttori viticoli.

Con il Patrocinio di CIA Piemonte e Valle d’Aosta, Collegio Nazionale Periti Agrari e Federazione Regionale Agrotecnici.

 

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SaluteDerm: il progetto che rivoluziona la cura della pelle

Durante l’evento divulgativo del prossimo venerdì 5 dicembre, saranno presentati i primi risultati dell’innovativa iniziativa che unisce biotecnologia, intelligenza artificiale e cosmetica.

Diagnosi più precise e trattamenti più efficaci: è questo l’obiettivo di SaluteDerm, progetto valdostano che combina la valorizzazione del siero derivato dalla produzione della Fontina DOP con l’uso dell’intelligenza artificiale a supporto medico e la stampa biotecnologica per prodotti innovativi. L’iniziativa, promossa con il finanziamento regionale del bando “Aggregazioni R&S Salute”, sarà al centro di un evento divulgativo in calendario il prossimo venerdì 5 dicembre presso il Salone Joseph Vaudan dell’Institut Agricole Régional di Aosta.

SaluteDerm

SaluteDerm ha come suo obiettivo quello di migliorare la diagnosi, la prevenzione e la cura delle patologie cutanee, offrendo soluzioni innovative capaci di coniugare ricerca scientifica e applicazioni pratiche. Guidato dall’azienda di biotecnologie e farmacologia Neuro-Zone, esso vede coinvolti l’Institut Agricole Régional e la Fondazione Links per lo sviluppo di principi attivi e piattaforme diagnostiche basate su intelligenza artificiale, oltre che l’azienda ThallosJet specializzata in stampa innovativa.

Tra i risultati più rilevanti figura la messa a punto di algoritmi di machine learning in grado di supportare i dermatologi nella diagnosi delle lesioni cutanee, grazie a un dispositivo sviluppato dalla Fondazione Links capace di stimare gravità e profondità delle ferite. Parallelamente, l’Institut Agricole Régional ha brevettato il principio attivo “WheyBiotics”, estratto dal siero derivato dalla produzione di Fontina DOP e noto per le proprietà rigenerative e cicatrizzanti, che può essere incorporato in una bio-struttura idrogel attraverso tecnologie di inkjet printing avanzate studiate da ThallosJet.

“L’innovazione per la salute della pelle”

L’evento divulgativo “L’innovazione per la salute della pelle” esordirà alle 16:00 con i saluti istituzionali e una panoramica generale del progetto a cura dei suoi partner e dei suoi ricercatori. Seguiranno interventi dedicati ai singoli partecipanti, con dettagli circa le differenti fasi di ricerca e sviluppo, dalla creazione del dispositivo IA alla formulazione di WheyBiotics e alla stampa sulla matrice idrogel.

L’appuntamento si concluderà con la presentazione della crema “Nuova vento e freddo”, sviluppata dall’azienda valdostana Dottor Nicola Farmacista e destinata a chi vive all’aperto, in cui il principio attivo WheyBiotics viene reso fruibile in un prodotto cosmetico quotidiano.

DI  Giorgia Gambino

Erasmus VET, un ponte verso il Nord: gli studenti dello IAR in mobilità a Misvær (Norvegia)

Si è conclusa con successo la mobilità di gruppo Erasmus+ VET che ha coinvolto gli studenti delle due classi quarte, impegnati in una settimana di formazione intensiva a Misvær, nella contea di Bodø, in Norvegia. Un’esperienza pensata per potenziare competenze linguistiche, tecniche, imprenditoriali e inclusive, frutto di una rete di contatti internazionali costruita dallo staff scolastico nel corso degli anni.

Una mobilità costruita grazie a una solida rete internazionale

La scelta della Norvegia come Paese ospitante è nata dalla volontà di offrire ai ragazzi un contesto coerente con gli obiettivi del progetto Erasmus+ VET. Dopo settimane di email, videocall serali, compilazione di documenti e un’importante collaborazione con famiglie e studenti, il programma ha preso forma, trasformando una scommessa in un’opportunità concreta.
L’utilizzo dell’inglese come lingua veicolare – negli spostamenti aeroportuali, nei laboratori, nelle visite tecniche e nelle relazioni quotidiane – ha evidenziato quanto la competenza linguistica sia uno strumento indispensabile per muoversi nel mondo e costruire esperienze significative.

Apprendimento tecnico e crescita personale

Il viaggio ha permesso a ciascun partecipante di confrontarsi con le difficoltà, superabili, del viaggiare e dell’adattarsi a regole e abitudini diverse da quelle italiane. I laboratori ospitati dalle realtà norvegesi hanno stimolato la curiosità degli studenti, favorendo riflessioni sulle proprie scelte future e sulla capacità di osservare senza giudicare.

Le visite tecniche hanno spaziato dagli allevamenti di bovidi, utili per un confronto con il modello zootecnico valdostano, ai caseifici e ai laboratori di trasformazione delle farine, fino alle produzioni tipiche del Nord Europa. Particolarmente apprezzati gli approfondimenti sull’allevamento dei salmoni e sulla produzione di sale affumicato, eccellenze della cultura agroalimentare norvegese.

Un territorio da scoprire: cultura, natura e formazione

Durante le sei giornate nella contea di Bodø, il gruppo ha visitato la chiesa vichinga di Beiarn e l’area marina protetta del maelstrom di Saltstraumen, famosa per le sue suggestive correnti. Non è mancata una tappa presso le scuole di Misvaer e l’Università di Bodø, dove docenti e studenti hanno presentato i corsi universitari e non solo, guidando i partecipanti in una simulazione di sopravvivenza artica, culminata con un bagno nell’oceano sotto la supervisione dell’esperta Dagmar Gerda Martha Dahl.

Coinvolgente anche il laboratorio di cioccolato con sale marino presso Chocoloco a Misvær, così come il soggiorno alle Arctic Cabins, occasione per sperimentare la gestione degli spazi comuni e la vita in un contesto ambientale del tutto nuovo. Una lezione dedicata ai rischi negli ambienti artici – dal passaggio su specchi d’acqua nelle diverse stagioni all’incontro con la fauna selvatica, fino alle tecniche di orientamento in aree forestali nordiche – ha completato il percorso formativo.

Un’esperienza che lascia il segno

L’Erasmus VET in Norvegia ha rappresentato un’importante occasione di crescita per gli studenti dell’Institut Agricole Régional, chiamati a mettersi in gioco lontano da casa, in un ambiente non solo formativo, ma anche culturale ed emozionale.
Un’esperienza che, oltre a rafforzare competenze tecniche e linguistiche, ha insegnato a guardare il mondo con occhi nuovi, a comprendere l’altro e a ripensare il proprio futuro con maggiore consapevolezza.

L’innovazione a servizio della qualità nei prodotti a base di latte

Un incontro tra produttori, istituzioni e ricerca scientifica il 4 dicembre ad Arvier

Il prossimo 4 dicembre, alle ore 10:00, la Sala Polivalente di Arvier ospiterà un importante appuntamento dedicato all’innovazione nel settore lattiero-caseario.
L’evento rappresenta un’occasione di confronto tra il mondo della produzione, le istituzioni e la ricerca scientifica.

Un programma ricco di contenuti

La giornata si aprirà con l’intervento del Direttore USL Emilio Bazzocchi, che illustrerà le caratteristiche qualitative e nutrizionali del latte. Seguirà la presentazione del Consorzio di Tutela Fontina da parte del Presidente Andrea Barmaz, che introdurrà anche i risultati del lavoro condotto in collaborazione con l’Università di Piacenza sulla sicurezza alimentare.
Particolare attenzione sarà dedicata alle tecnologie innovative per il trattamento del latte, con l’intervento di Luca Prot Vernetti-Prot, ricercatore dell’Institut Agricole Régional e la presentazione del WIR sulle nuove tecnologie in ambito lattiero-caseario.

La mattinata si concluderà con una tavola rotonda moderata dal Presidente del Consorzio Tutela Fontina Andrea Barmaz, che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle principali realtà del settore.

L’evento si concluderà con i saluti finali e un buffet, momento conviviale che favorirà ulteriori scambi e approfondimenti tra i partecipanti.

Informazioni pratiche:

Email: info@iaraosta.it
Tel: 0165 21 58 21

L’evento, organizzato dall’Institut Agricole Régional in collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta, si inserisce all’interno del progetto PNRR “Agile Arvier: La Cultura del Cambiamento” e rappresenta un’opportunità unica per promuovere la conoscenza scientifica e la consapevolezza sui cambiamenti che interessano il territorio alpino.

Porte aperte allo IAR: una giornata per conoscerci davvero

Dopo gli incontri nelle scuole medie della rete orientamento regionale, è arrivato il momento di aprire le nostre porte per mostrare da vicino chi siamo e cosa possiamo offrire.

Sabato 13 dicembre 2025, abbiamo organizzato una giornata dedicata interamente all’orientamento, con un programma pensato per rispondere a tutte le domande.
La sede principale dell’istituto è Regione La Rochère 1/A ad Aosta, è facilmente raggiungibile con accesso diretto dalla rotatoria su via Parigi.

Per garantire un’accoglienza di qualità e dare a tutti l’attenzione necessaria, abbiamo organizzato la giornata in quattro turni, ciascuno con un massimo di 25 studenti e relative famiglie.
Si potrà scegliere l’orario preferito:

-Mattina: ore 8:30 oppure ore 10:30
-Pomeriggio: ore 13:30 oppure ore 15:30

Ogni turno dura circa due ore e permetterà di esplorare a fondo la nostra realtà. Si parte con la presentazione dei percorsi scolastici che attiviamo, per comprendere quale indirizzo potrebbe essere più adatto. Segue un focus dedicato all’offerta convittuale, per chi fosse interessato a questa opportunità.

Ma il momento più coinvolgente è sicuramente la simulazione di una lezione in una disciplina tecnica, durante la quale si potrà sperimentare le attività pratiche e laboratoriali che caratterizzano il nostro metodo didattico. Non si tratta solo di ascoltare, ma di provare concretamente cosa significa studiare al nostro istituto.

A conclusione, un momento conviviale con un rinfresco permetterà di fare ulteriori domande in un’atmosfera più informale.

Prenotazione obbligatoria!
Data la necessità di organizzare al meglio l’accoglienza, la prenotazione è obbligatoria. Basta compilare l’apposito form online scegliendo il turno preferito e inviarlo cliccando sul pulsante finale.
Se dopo aver prenotato dovessi avere un impedimento, ti chiediamo cortesemente di disdire contattando la segreteria scolastica al numero 0165-215845, così da liberare il posto per altri interessati.

PRENOTA QUI

Un’Occasione da Non Perdere! La giornata porte aperte rappresenta il momento ideale per vedere con i propri occhi gli spazi, conoscere i docenti, toccare con mano i laboratori e farsi un’idea concreta di quello che potrebbe essere il proprio percorso formativo per i prossimi anni.

Check-in alle 17, check-out alle 8: una notte in collegio, la Notte che cambia prospettiva!

Scegliere la scuola giusta è una decisione importante, che merita di essere presa con consapevolezza. Per questo motivo, il team del collegio ha pensato a un’iniziativa speciale che va oltre la tradizionale giornata di orientamento: l’opportunità di vivere un’autentica esperienza di collegio, con tanto di pernottamento.

Venerdì 12 dicembre 2025, a partire dalle ore 17:00, si apriranno le porte del nostro collegio a un massimo di 25 studenti che desiderano scoprire cosa significa essere convittori. Non si tratta di una semplice visita, ma di un’immersione completa nella vita quotidiana del collegio, dall’arrivo fino alla mattina successiva.

Un programma completo e coinvolgente

L’esperienza è stata pensata per riprodurre fedelmente una giornata tipo in collegio. Dopo l’arrivo e l’accoglienza insieme alle famiglie, gli studenti avranno modo di esplorare gli spazi, conoscere lo staff educativo e familiarizzare con l’ambiente che potrebbe diventare la loro seconda casa.

Il pomeriggio prevede una simulazione dello studio, per comprendere come si svolge il momento dedicato ai compiti e all’approfondimento personale. La cena sarà il primo momento di vera condivisione, seguita da una serata dedicata alla socializzazione attraverso attività ludiche, ricreative e laboratoriali che caratterizzano la vita del collegio.

La notte rappresenta il momento più significativo dell’esperienza: sistemarsi nelle camere, prepararsi per il riposo e sperimentare cosa significa dormire in collegio. Al risveglio, gli studenti vivranno la routine mattutina completa, dalla cura personale alla colazione, prima del saluto finale alle famiglie previsto per le ore 8:15.

Come partecipare

La partecipazione richiede prenotazione obbligatoria attraverso l’apposito form online, disponibile fino al 10 dicembre 2025 o fino ad esaurimento dei 25 posti disponibili. È importante sapere che l’iniziativa sarà confermata solo al raggiungimento di almeno 10 adesioni.

Le famiglie degli studenti registrati riceveranno una conferma via email, insieme a tutte le informazioni dettagliate sugli aspetti organizzativi e logistici necessari per l’esperienza. Un consiglio particolare: chi partecipa alla notte in collegio è invitato a prenotarsi anche per la giornata porte aperte del 13 dicembre, preferibilmente nel turno mattutino.

Perché Questa Esperienza Fa la Differenza?

Vivere ventiquattro ore in collegio permette di andare oltre le impressioni superficiali e di toccare con mano la realtà della vita da convittore. Gli studenti potranno valutare se questo ambiente risponde alle loro esigenze, mentre le famiglie avranno l’opportunità di conoscere da vicino il personale educativo e i servizi offerti.

Non perdete questa occasione unica di orientamento: prenotatevi subito e preparatevi a vivere una notte davvero speciale!

Vins Extrêmes 2025: L’appuntamento con i Vini Eroici al Forte di Bard

La quarta edizione di Vins Extrêmes torna nella suggestiva cornice del Forte di Bard per celebrare l’eccellenza della viticoltura eroica.

L’appuntamento è fissato per sabato 22 e domenica 23 novembre 2025, con orario continuato dalle 10:00 alle 18:30.

Vins Extrêmes rappresenta l’occasione ideale per scoprire e degustare vini unici, prodotti in condizioni estreme: vigneti situati in alta quota, su pendenze vertiginose o terrazzamenti storici, dove il lavoro del viticoltore diventa un’autentica impresa eroica.

L’Institut Agricole Régional e l’Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali della Regione Valle d’Aosta organizzano una tavola rotonda alle ore 15:00 in sala Archi Candidi dal titolo:
“L’Agricoltura di montagna custode di biodiversità, prospettive per lo sviluppo sostenibile”

Un’occasione per approfondire il legame inscindibile tra viticoltura eroica, tutela del territorio e sviluppo sostenibile delle comunità montane.

Informazioni utili:

L’ingresso alla manifestazione prevede l’acquisto di un bicchiere con pochette che dà diritto agli assaggi dei vini delle aziende partecipanti al salone e dei vini vincitori del Mondial des Vins Extrêmes, il prestigioso concorso internazionale dedicato ai vini eroici.

Date: 22-23 novembre 2025
Orario: 10:00 – 18:30
Luogo: Forte di Bard, Valle d’Aosta
Sito web: www.mondialvinsextremes.com

Brindiamo insieme all’eccellenza della viticoltura eroica!

Locandina dell’evento

Acquista il biglietto qui

AVVISO PUBBLICO ACQUISIZIONE CURRICULUM VITAE Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA “ECO ALP 2050”

Pubblicato l’AVVISO PUBBLICO DI CUI IN OGGETTO:

Richiesta CV per selezione di un Incaricato di ricerca in ambito agronomico_progetto Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA ECO ALP 2050
Richiesta CV per selezione di un Incaricato di ricerca in ambito economico_progetto Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA ECO ALP 2050

Richiesta di acquisizione curricula vitae per l’eventuale selezione di due figure con profilo di “Incaricato di ricerca in ambito agronomico” e “Incaricato di ricerca in ambito economico”, a tempo determinato, inquadramento E3 del Contratto aziendale, per le esigenze legate alla realizzazione del progetto Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA “ECO ALP 2050”, CUP I67G25000180007

La domanda di ammissione alla selezione dovrà pervenire entro le ore entro le ore 12.00 del giorno 07/11/2025 (termine inderogabile), presso la sede della Fondazione Institut Agricole Régional – Regione La Rochère, 1/A – 11100 Aosta – in busta chiusa (orario ufficio – lunedì-venerdì 08.00-12.30 14.00-16.30) – consegna a mano o a mezzo del servizio postale o a mezzo di corriere autorizzato – o tramite PEC all’indirizzo acquisti.iar@pec.wmail.it

Per maggiori info:

Clicca qui per leggere l’AVVISO_CV_agronomico

Clicca qui per leggere l’AVVISO_CV_economico

Notte dei Ricercatori Aosta 2025

La Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2025 fa tappa nella Cascina Montfleury dell’Institut Agricole Régional, al Polo Universitario della Valle d’Aosta e presso il Comune di Arvier.

L’evento, organizzato dall’Institut Agricole Régional in collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta, si inserisce all’interno delle attività da realizzare nell’ambito del progetto “Agile Arvier: La Cultura del Cambiamento”.

Un’iniziativa che rappresenta un’opportunità unica per promuovere la conoscenza scientifica e la consapevolezza sui cambiamenti ambientali, economici, sociali e culturali che interessano il contesto alpino.

Il concept di quest’anno è racchiuso nel titolo: Generations. La ricerca al servizio del futuro.
Una visione intergenerazionale della ricerca scientifica che sottolinea come il lavoro dei ricercatori di oggi sia orientato verso le sfide del futuro, creando un ponte tra le generazioni attuali e quelle future.

Giovedì 25 e Venerdì 26 settembre

La Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori alla Cascina di Montfleury si svolgerà nelle giornate del 25 e 26 settembre, con un ricco programma di attività distribuite su due giorni:

Clicca qui per scaricare il programma in .pdf

Giovedì 25 settembre 2025

Cascina Montfleury dell’Institut Agricole Régional
Via Piccolo S. Bernardo 39 – Aosta

Dalle ore 8:30 alle ore 12:30 – Percorsi alla scoperta degli enti di ricerca* per alunni e alunne delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado.

Sala Polivalente del Comune di Arvier
Via Saint-Antoine – Arvier

Ore 18:00 – La Montagna fr(Agile) – sfide e nuovi equilibri dei territori alpini, dialogo a più voci per capire come i movimenti tra valle e montagna stiano ridisegnando equilibri, identità e prospettive delle comunità alpine.

Programma:

Saluti istituzionali.

Introduzione a cura di Michela Pagani e Alessandro Noto, incaricati di progetto presso Institut Agricole Régional per il progetto PNRR Agile Arvier.

Intervengono: Valentina Porcellana, professoressa di Antropologia alpina, Università della Valle d’Aosta, Andrea Membretti, professore di Sociologia del territorio, Università di Pavia, Mauro Varotto, professore di Geografia, Università di Padova, Mauro Bassignana, Direttore della Sperimentazione, Institut Agricole Régional, Gianluca Tripodi, Dirigente della Struttura Temporanea PNRR Agile Arvier. Modera Michele Tranquilli, autore e public speaker.

A seguire aperitivo a cura dell’Institut Agricole Régional con lo chef Danilo Salerno a base di prodotti del territorio e dei vini della Cave Coopérative de l’Enfer – CoEnfer.

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Venerdì 26 settembre 2025

Cascina Montfleury dell’Institut Agricole Régional
Via Piccolo S. Bernardo 39 – Aosta

Dalle ore 8:30 alle ore 12:30 – Percorsi alla scoperta degli enti di ricerca* per alunni e alunne delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado.

Università della Valle d’Aosta
Via Monte Vodice – Aosta

Giochiamo con la scienza – Laboratori paralleli per bambini e ragazzi (su prenotazione sul sito www.univda.it).
Dalle ore 14:00 alle ore 16:00

Simulation Game: scenari di conflitto e itinerari di riappacificazione, a cura del prof. Paolo Gheda, Univda.
Dai 14 anni in su.
Durata 1 ora.

Le sorprese della probabilità, a cura della prof.ssa Claudia Chanu, Univda.
Dalle ore 14:00 alle ore 15:00 dai 10 ai 14 anni.
Dalle ore 15:00 alle ore 16:00 dai 14 anni in su.
Durata 1 ora.

Immagini per includere: raccontare la disabilità attraverso gli albi illustrati, a cura della prof.ssa Nicole Bianquin, Univda con i laureati del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria.
Dai 5 agli 8 anni.
Durata 2 ore.

Agriland: divertiamoci con la natura, a cura della prof.ssa Giulia Santin, IAR
Dalle ore 14:00 alle ore 15:00 dagli 11 ai 16 anni.
Dalle ore 15:00 alle ore 16:00 dai 6 ai 10 anni.
Durata 1 ora.

Intelligenza Artificiale e innovazione nel management pubblico dell’education, a cura della prof.ssa Elisa Pintus e del dott. Matteo Mongelli, Univda.
Dai 14 anni in su.
Durata 1 ora.

Le monde de la traduction, ou comment traduire le monde, a cura della dott.ssa Monica Lucioni, Univda.
Dai 14 anni in su.
Durata 1 ora.

Parliamo di scienza – Talk divulgativi sui temi di ricerca di interesse pubblico.
Dalle ore 16:00 alle ore 18:00

Turismo e cultura tra sostenibilità e digitalizzazione, a cura del Gruppo di ricerca Spoke 3 – Industria del turismo e della cultura – NODES PNRR: a cura della prof.ssa Anna Maria Pioletti e del dott. Alessandro Novallet, Univda.
Dalle ore 16:00 alle ore 16:30

SmartDeco: la montagna che respira, a cura della prof.ssa Consuelo Nava, Univda.
Dalle ore 16:30 alle ore 17:00

Si può fare ricerca sul patois? Certo che sì! A cura del prof. Gianmario Raimondi e della dott.ssa Aline Pons, Univda, in collaborazione con il BREL-Bureau régional Ethnologie et Linguistique
Dalle ore 17:00 alle ore 17:30

I tuoi sensi per la ricerca. Assaggia, valuta e contribuisci, a cura del ricercatore Provino Lale Demoz, IAR.
Dalle ore 16:00 alle ore 18:00

Leggere la ricerca, a cura della Biblioteca di Ateneo.
Dalle ore 16:00 alle ore 20:00

Assaggiamo la scienza – Talk con degustazioni scientifiche a cura dello chef Danilo Salerno.
Dalle ore 17:30 alle ore 20:15

Tra filari e innovazione Storie, sfide e sperimentazioni in campo, a cura della dott.ssa Francesca Madormo e del dott. Patrick Ronzani, IAR.
Dalle ore 17:30 alle ore 18:15

Zootecnia circolare: la sostenibilità come progetto di ricerca, a cura del dott. Mathieu Gerbelle e
del dott. Carlo Francesia, IAR.
Dalle ore 18:30 alle ore 19:15

AGRIHEALTH e SALUTEDERM – Promuovere la salute attraverso l’innovazione, a cura della dott.ssa Sabina Valentini, IAR.
Dalle ore 19:30 alle ore 20:15

Bonsoir, la recherche! Il late show della scienza.
Dalle ore 21:00 alle ore 22:15

Partecipano i professori Manuela Ceretta, Valentina Porcellana e Patrik Vesan dell’Università della Valle d’Aosta e i ricercatori Martina Lodigiani della Fondazione Montagna sicura, Tiziana Magri dell’ ARPA Valle d’Aosta, Mathieu Merlet, Simona Leveque e José Luis Beiro dell’Institut Agricole Régional.
Modera Michele Tranquilli, autore e public speaker.

Osservazione delle stelle a cura della Fondazione Clément Fillietroz
Jardin de l’Autonomie, via Monte Vodice.
Dalle ore 22:30

Nel corso della manifestazione nel Jardin dell’Autonomie saranno presenti stand e food truck con prodotti gastronomici del territorio.

*Gli enti coinvolti durante le due mattinate con gli alunni e alunne delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado sono:

Fondazione Links
Istituto Italiano di Tecnologia
Fondazione Montagna sicura
ARPA Valle d’Aosta
Osservatorio Astronomico Fondazione Clément Fillietroz Onlus
BREL – Bureau Régional pour l’Ethnologie et la Linguistique
RAVA Assessorato Agricoltura e Risorse naturali – Centro Agricolo Dimostrativo
RAVA Assessorato Agricoltura e Risorse naturali – Apicoltura
Centro Addestramento Alpino – Esercito Italiano
Gabinetto Provinciale Polizia Scientifica Aosta
Guardia di Finanza – comando territoriale Aosta
Gruppo Carabinieri Aosta
Corpo Forestale della Valle d’Aosta
Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco
Cogne Acciai Speciali
Parco Naturale Mont Avic
Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan
CONI Valle d’Aosta
Maison des Ancien Remèdes
Comau
CoReCom Valle d’Aosta
PNRR Agile Arvier
Unità di ricerca IAR –  UdR Agronomia, Frutticoltura, Viticoltura, Zootecnia, Economia e Laboratori di Analisi 

La partecipazione è gratuita, previa prenotazione tramite form online

Un anno dedicato alla memoria del Canonico Joseph Vaudan

Un Viaggio nella Memoria: così chiudiamo le celebrazioni del centenario della nascita del Canonico Joseph Vaudan

Cerchiamo i protagonisti della nostra storia!

C’è qualcosa di magico nel ritrovare una fotografia del passato e riconoscere all’improvviso un volto familiare, un momento vissuto, un frammento della propria giovinezza. È proprio questa emozione che l’Institut vuole regalare ai suoi ex studenti con un’iniziativa davvero speciale.

Un anno dedicato alla memoria

Il 2025 è stato in parte l’anno dedicato alla memoria del Canonico Joseph Vaudan, figura fondamentale nella storia dell’Institut e dell’agricoltura valdostana.
Ora, per chiudere in bellezza questo percorso commemorativo, IAR ha deciso di organizzare un evento speciale.

Il ritrovo è fissato per il mese di ottobre in un luogo dal forte valore simbolico: la Cascina Montfleury, uno dei luoghi storici più significativi non solo per l’Institut, ma per tutta la Valle d’Aosta. Qui, tra le mura che hanno visto crescere generazioni di giovani agricoltori, si terrà una giornata di festa e ricordi condivisi.

Una caccia al tesoro… di ricordi

Ma c’è di più: abbiamo lanciato una vera e propria ricerca dei “volti protagonisti” degli scatti storici conservati negli archivi del BREL VdA. Si tratta di un’operazione nostalgia che vuole ricostruire la grande famiglia degli “anciens élèves”, quegli ex studenti che hanno contribuito a scrivere la storia dell’istituto.

“L’Institut vive nei tuoi ricordi? Ti riconosci in questi sguardi?” è l’appello che lanciamo a chiunque abbia frequentato l’IAR ai tempi del Canonico Vaudan o riconosca amici e parenti nelle fotografie d’epoca.
L’iniziativa offre anche l’opportunità unica di accedere all’archivio fotografico del BREL VdA, dedicato ai primissimi scatti della storica “École pratique d’agriculture”. Si tratta di un patrimonio documentale di inestimabile valore che racconta la nascita e l’evoluzione dell’agricoltura moderna in Valle d’Aosta.

Come Partecipare

Per chi si riconosce nelle fotografie o desidera semplicemente rivivere i ricordi della propria esperienza all’IAR, partecipare è semplice: basta telefonare al 0165 21 58 11 e fissare un appuntamento per visionare l’archivio completo.
Ogni testimonianza, ogni ricordo condiviso, ogni storia personale contribuirà a ricostruire quel tessuto di relazioni umane che ha fatto grande l’Institut e che continua a vivere nel cuore di chi lo ha frequentato.

Questa iniziativa rappresenta molto più di un semplice momento nostalgico: è un modo per onorare la memoria del Canonico Vaudan, celebrare la storia dell’Institut e, soprattutto, rafforzare i legami tra le diverse generazioni di ex studenti.

La Valle d’Aosta e la sua agricoltura devono molto a queste persone e a questa istituzione: ora è il momento di ritrovarsi, di condividere ricordi e di costruire insieme nuove pagine di storia.

Non perdete l’occasione di far parte di questo straordinario viaggio nella memoria.
I vostri ricordi sono il tesoro più prezioso dell’Institut.

Per informazioni: 0165 21 58 11 – 801
L’intero archivio fotografico è disponibile per la consultazione su appuntamento.

NOTA CONGIUNTA SULLA SMT

NOTA CONGIUNTA SULLA SMT
Institut Agricole Régional e Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS

Clicca qui per scaricare la nota congiunta (pdf)

Negli ultimi mesi in Valle d’Aosta si è svolta una discussione aperta riguardo alla sperimentazione condotta da un centro regionale pubblico, nonché da privati, per l’applicazione alle coltivazioni della “tecnologia supra molecolare”, in sigla SMT, commercializzata da un’azienda piemontese specializzata nella produzione di “acqua informata” o “funzionale” o “stabilizzata”. Dopo un articolo di Paolo Ciambi comparso a marzo su Gazzetta Matin, la notizia è stata ripresa da vari media anche con risonanza nazionale, in particolare grazie all’analisi approfondita compiuta da Enrico Bucci, biologo e studioso di livello internazionale nel campo dell’integrità della ricerca. A giugno, in seguito a un’interpellanza in Consiglio regionale, l’Assessorato all’agricoltura e alle risorse naturali ha comunicato che non intende essere coinvolto in ulteriori sperimentazioni con la SMT. A luglio l’Institut Agricole Régional ha emesso una nota stampa in cui ha espresso una netta distanza dalla SMT, definita senza mezzi termini “bufala”.

La Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS, ente gestore dell’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Planetario di Lignan, da oltre vent’anni persegue per statuto l’obiettivo di diffondere la “cultura scientifica”. Ciò vuol dire che, oltre alle conoscenze, ci impegniamo anche per illustrare le modalità con cui sono ottenute, ovvero il “metodo scientifico”. Rispetto a quanto già espresso sulla sperimentazione della SMT, proprio in virtù della nostra posizione esterna alla vicenda, in accordo con l’Institut Agricole Régional vogliamo condividere una considerazione di metodo che mettiamo a disposizione della comunità e della cittadinanza, nel rispetto delle nostre finalità statutarie.

Quando un gruppo di ricerca intende attivare un progetto, presenta alla comunità di studiose e studiosi un dossier completo che spiega: lo stato dell’arte del campo, ovvero le conoscenze pregresse; l’obiettivo che si può raggiungere, ovvero le nuove conoscenze; il dettaglio del percorso da compiere per il raggiungimento dell’obiettivo, con particolare attenzione ai problemi che si possono incontrare e le soluzioni proposte per risolverli. Spetta poi alla comunità compiere le valutazioni, libere e indipendenti, per comprendere se la proposta è valida. Le conoscenze pregresse forniscono una solida base teorica al progetto? L’obiettivo è realisticamente raggiungibile? Sono stati individuati tutti i punti deboli del percorso e implementati i relativi accorgimenti per far sì che l’esito che si otterrà sia affidabile?

Il processo appena descritto seleziona i progetti che sanno mostrare in modo documentato, con rigore e trasparenza, di essere in grado di dare risultati significativi. La selezione è una necessità, perché le risorse a disposizione sono limitate. Il processo è chiamato “revisione tra pari”, perché nessuno si pone in una posizione di superiorità: è la natura che detta le regole del gioco. Ogni critica è finalizzata a ricevere una risposta costruttiva, stimolando il gruppo di lavoro a migliorare la propria proposta progettuale. Si tratta infine di un processo trasversale: ogni disciplina scientifica ha le sue specificità e declinazioni, ma il metodo scientifico è uno.

Quindi è normale e doveroso che i progetti del nostro centro di ricerca e cultura scientifica siano continuamente sottoposti a esami da parte di revisori indipendenti; diversi membri del nostro staff sono a loro volta chiamati a svolgere questo delicato ruolo per riviste specializzate e enti finanziatori, nei campi di nostra maggiore competenza. La fisica è uno di questi, in particolare l’interazione tra materia ed energia, anche a livello microscopico. A questi processi dobbiamo proprio le emissioni dei corpi celesti, a cominciare dalla luce delle stelle, che attraversa lo spazio e ci permette di studiare gli astri.

Secondo il sito dell’azienda che commercializza la tecnologia e il lavoro scientifico di riferimento (DOI: 10.14294/WATER.2022.S6), la SMT utilizza un particolare apparato per esporre l’acqua a onde con caratteristiche predeterminate. Le molecole d’acqua registrerebbero le informazioni trasmesse dalle onde, comportandosi poi in modo analogo a un’altra sostanza per un periodo prolungato. Usiamo il condizionale perché, dal punto di vista della fisica, le basi teoriche e i protocolli sperimentali descritti sono palesemente insufficienti per sostenere l’efficacia della SMT, anzi per dimostrare l’esistenza stessa del fenomeno che produrrebbe.

Basti notare come nella sezione dedicata a materiali e metodi si passi dalle onde elettromagnetiche (onde trasversali che propagano anche attraverso il vuoto, come la luce) agli ultrasuoni, cioè onde acustiche (onde longitudinali che propagano solo in presenza di un mezzo intermedio, come il suono), senza esplicitare in che modo siano connesse; si raccomanda di usare campi elettromagnetici di “bassa frequenza”, senza alcuna quantificazione (anche generica, per evitare legittime questioni di proprietà intellettuale). Nei materiali supplementari si dichiara che la SMT si basa sugli studi delle proprietà diamagnetiche delle molecole d’acqua e la loro conseguente aggregazione in macromolecole, che avrebbero meritato a Linus Pauling il premio Nobel per la fisica. In realtà al ricercatore statunitense è stato assegnato nel 1954 il Nobel per la chimica per i suoi studi sulla natura dei legami tra atomi, da cui è possibile ricostruire la struttura delle sostanze complesse. Allora su che cosa si basa la SMT?

Non si tratta di errori di distrazione, ma di oggettiva mancanza dei requisiti minimi di rigore e trasparenza per sottoporre una domanda progettuale. Non si tratta di escludere visioni eterodosse, ma della necessità di avere un retroterra culturale condiviso per permettere un confronto diretto e onesto. Non si tratta di tecnicismi per specialisti, ma di richieste da rispettare per venire incontro alle esigenze di ogni portatore d’interesse: ricercatori, decisori, imprenditori, cittadini. Ciò vale a maggior ragione quando sono impiegate risorse pubbliche (nella fattispecie fondi, strutture, personale) e quando gli effetti possono riguardare anche chi non è coinvolto direttamente, come colture che, non protette in modo adeguato, rappresentano un potenziale serbatoio di agenti patogeni per il territorio.

In conclusione, l’Institut Agricole Régional e la Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS evidenziano insieme quanto sia importante mantenere un’attenzione elevata, critica e consapevole verso il ruolo della ricerca scientifica e delle applicazioni tecnologiche nella società contemporanea, sempre più complessa e interconnessa: è il concetto di “cittadinanza scientifica” invocato, tra gli altri, da Pietro Greco (1955-2020), giornalista e studioso di comunicazione della scienza. La cultura scientifica non appartiene a nessuno, perciò viene resa pubblica attraverso le riviste specializzate, gli atti dei congressi, i saggi in volume, i database e le repository online. Informarsi e informare sui temi di scienza e tecnologia è diritto e allo stesso tempo dovere di ognuno, altrimenti si rischia di non essere in grado di partecipare in maniera responsabile al processo democratico, venendone estromessi.

 

Nus/Aosta, 4 settembre 2025

Jean Marc Christille, Direttore della Fondazione Clément Fillietroz-ONLUS

Piero Prola, Presidente del Consiglio di Amministrazione, e Mauro Bassignana, Direttore della Sperimentazione dell’Institut Agricole Régional

Maturazione delle Uve 2025 – Monitoraggio Institut Agricole Régional

I vigneti dell’Institut Agricole Régional, grazie al lavoro dell’Unità Laboratori di Analisi e dell’Unità di Viticoltura-Enologia, offrono una risorsa preziosa per orientarsi nella scelta della data di vendemmia.

Il laboratorio determina l’accrescimento dell’acino (peso medio dell’acino) e la maturità tecnologica dell’uva (gradi Brix, pH, acidità totale). L’Unità di Viticoltura-Enologia effettua regolarmente i campionamenti nei suoi vigneti più rappresentativi ed elabora in tempo reale i dati forniti dal laboratorio, aggiornando automaticamente i grafici delle curve di maturazione messe a disposizione degli utenti.

Un accurato sistema di monitoraggio sviluppato dai ricercatori combina analisi di laboratorio e rilevamenti sul campo per offrire una panoramica completa dello stato di maturazione delle uve valdostane.

I dati sono ora disponibili sulla piattaforma digitale dedicata -> Consulta i documenti tecnici

Monitoraggio Vigneti IAR: Campionamenti IAR
Monitoraggio Rete Territoriale RAVA: Campionamenti RAVA

La partnership con la rete RAVA amplia significativamente la copertura territoriale, offrendo una visione più completa dell’andamento della maturazione su tutto il territorio regionale.

Perché Affidarsi al Monitoraggio Scientifico?

– Precisione nei Tempi: Il campionamento sistematico e le analisi standardizzate eliminano le incertezze, fornendo indicazioni precise sui momenti ottimali per la raccolta.
– Qualità Garantita: Dati scientifici affidabili permettono di massimizzare il potenziale qualitativo delle uve, elemento cruciale per la produzione di vini d’eccellenza.
– Confronto Storico: La possibilità di comparare i dati attuali con le annate precedenti offre una prospettiva più ampia per valutare l’andamento stagionale.
– Condivisione delle Conoscenze: Il sistema favorisce la creazione di una comunità di viticoltori informata e collaborativa.
Semplicità d’Uso, Massima Efficacia

ESPLORA TUTTI I DOCUMENTI TECNICI QUI

Per informazioni e supporto tecnico: Unità di Ricerca Viticoltura-Enologia – Tel. 0165215837

Typicalp tra i 25 finalisti del prestigioso premio Europeo Regiostars 2025

Un traguardo straordinario per l’innovazione agroalimentare che unisce tradizione e tecnologia

La Valle d’Aosta torna a brillare sui palcoscenici europei grazie a Typicalp, il progetto transfrontaliero che ha conquistato un posto tra i 25 finalisti del premio Regiostars 2025, il riconoscimento più ambito per le eccellenze progettuali finanziate dall’Unione Europea.
Un successo che fa la storia

Su oltre 260 candidature provenienti da tutta Europa, Typicalp è riuscito a distinguersi nella categoria “A competitive and smart Europe” per i progetti che promuovono competitività e resilienza economica sul territorio. Si tratta di un risultato importante a testimoniare la qualità e l’impatto dell’iniziativa nata dalla collaborazione tra Valle d’Aosta e Cantone del Vallese.
La selezione, annunciata nei giorni passati dalla Commissione Europea, rappresenta un riconoscimento internazionale per una iniziativa che ha saputo coniugare tradizione casearia alpina e innovazione tecnologica andando così a generare un modello virtuoso di sviluppo sostenibile.

L’innovazione che preserva la tradizione

Cosa rende Typicalp così speciale agli occhi dell’Europa? La risposta sta nella sua capacità unica di valorizzare il patrimonio gastronomico locale attraverso strumenti tecnologici all’avanguardia.
Il cuore pulsante del progetto è rappresentato da un sistema blockchain sviluppato appositamente per garantire la tracciabilità completa della filiera della Fontina DOP. Questa tecnologia permette ai consumatori di conoscere ogni fase del processo produttivo, dalla mungitura alla stagionatura, creando un legame di fiducia diretto tra produttori e acquirenti.
Ma l’innovazione non si ferma qui. TypicalpMarket, la piattaforma di marketplace digitale costruita in seno all’iniziativa, offre alle micro e piccole imprese agroalimentari del territorio uno strumento concreto per raggiungere nuovi mercati e valorizzare i propri prodotti.

Sostenibilità e economia circolare

Typicalp non ha mancato di porre l’accento anche su conceti quali economia circolare e responsabilità ambientale, dando vita a due prodotti rivoluzionari che trasformano in risorsa il siero di scarto dalla lavorazione della Fontina DOP. Da questo sottoprodotto sono nati il Typicalp Power Drink, una bevanda funzionale ricca di proprietà nutritive, e YoAlp®, un latte fermentato che rappresenta l’eccellenza della trasformazione sostenibile.
L’ultimo aspetto peculiare dell’iniziativa è il suo laboratorio mobile, un prototipo unico che porta la formazione direttamente sul campo e tra la gente. Questo strumento permette di approfondire sul campo i processi di trattamento e diversificazione delle materie prime, creando un ponte diretto tra ricerca scientifica e realtà produttiva locale.

Una squadra vincente

Il successo di Typicalp è il risultato di una collaborazione transfrontaliera esemplare, a sua volta inserita nel programma Interreg V-A Italia-Svizzera 2014/2020. Esso ha difatti visto lavorare assieme l’Institut Agricole Régional come capofila italiano e l’Institut Science du Vivant della Haute École Specialisée de Suisse occidentale (HES-SO) come capofila svizzero nonché la Chambre valdôtaine, la Regione autonoma Valle d’Aosta e la Fondazione Links come partner.

L’appuntamento con la storia

Il prossimo ottobre, Typicalp volerà a Bruxelles per partecipare alla European Week of Regions and Cities, dove martedì 14 ottobre si terrà il “round conclusivo” del concorso davanti alla giuria preposta. La giornata sarà l’occasione per presentare i risultati ottenuti e conquistare uno dei cinque premi di categoria.
Ma c’è anche l’opportunità per tutti i cittadini di sostenere questo progetto straordinario, votandolo sulla apposita pagina online da martedì 2 settembre a mercoledì 15 ottobre per il Public Choice Award, il premio del pubblico che si affiancherà ai riconoscimenti della giuria.

Un invito alla comunità

Come sottolineano i referenti del progetto, Sabina Valentini e Luca Vernetti-Prot: “Chiediamo a tutti i valdostani di sostenerci in questa bellissima iniziativa, votando Typicalp per il premio Regiostars e supportando così tutto il team che negli anni ha lavorato con noi”.

Il voto per il Public Choice Award si aprirà il 2 settembre: un’occasione unica per tutti noi di sostenere l’eccellenza valdostana sui palcoscenici europei.

to be continued…

Typicalp sbarca alla European Week of Regions and Cities

Il progetto Interreg V-A Italia-Svizzera 2014/2020 è stato selezionato, assieme a ulteriori 208 proposte, su di un totale di 462 candidature.

A quasi due anni dalla sua chiusura ufficiale, il progetto Interreg V-A Italia-Svizzera 2014/2020 Typicalp continua a regalare più di una soddisfazione e approda alla European Week of Regions and Cities. L’iniziativa è difatti stata selezionata, accanto ad altre 208 proposte, tra un totale di 462 candidature per prendere parte al grande evento tra lunedì 13 e mercoledì 15 ottobre prossimi a Bruxelles.

Typicalp alla European Week of Regions and Cities

All’interno del loro stand, uno dei 54 previsti per la 23ª edizione della European Week of Regions and Cities, i due referenti Sabina Valentini e Luca Vernetti-Prot avranno modo di raccontare Typicalp a un pubblico di respiro europeo. Essi proporranno attività di spiegazione e divulgazione dei risultati raggiunti durante il quinquennio 2018/2023 ma anche laboratori e giochi a premio nonché degustazioni scientifiche gratuite.
Il cuore pulsante della tre giorni saranno per loro i risultati raggiunti nell’ambito dell’iniziativa, tra cui lo sviluppo di un sistema blockchain per la tracciabilità della Fontina DOP e di una piattaforma di marketplace per le imprese. Accanto alla costruzione di un prototipo di laboratorio mobile a scopo formativo, spicca poi il confezionamento di prodotti alimentari tra cui la bevanda funzionale a base di siero Typicalp Power Drink e il latte fermentato YoAlp®.

Economia circolare e sostenibilità della filiera

Una delle principali motivazioni che ha spinto alla selezione di Typicalp come partecipante alla European Week of Regions and Cities risiede nelle sue mission e prospettive progettuali in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Una su tutte concerne la cosiddetta economia circolare, modello economico volto a minimizzare gli sprechi e a massimizzare l’uso delle risorse, estendendo il ciclo di vita dei prodotti e dei materiali attraverso il loro riutilizzo. In tale senso, è stato significativo l’impegno dei ricercatori nel valorizzare non soltanto prodotti di eccellenza quali la Fontina DOP bensì anche i loro sottoprodotti tra cui il siero, alla base per esempio della stessa Typicalp Power Drink.
Inoltre, l’iniziativa ha voluto nel tempo offrire un supporto concreto alla filiera lattiero-casearia, un comparto di spicco e in comune per ambedue i territori alpini di Valle d’Aosta e Cantone del Vallese. Questo offrendo a piccoli e medi imprenditori opportunità di digitalizzazione attraverso la piattaforma per la tracciabilità, creazione di reti e pubblicizzazione verso l’estero, collaborazione di oltralpe e tutela ambientale.

Visita la pagina dedicata sul sito iaraosta.it

Rapporto di ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico 2024.

È stato pubblicato il Rapporto di ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico 2024 dell’Institut Agricole Régional.

Il documento presenta in sintesi i risultati ottenuti nel 2024, evidenziando le opportunità di sviluppo sostenibile del settore agricolo regionale.

Andamento meteorologico

L’anno è stato caratterizzato da precipitazioni molto abbondanti e frequenti, che hanno determinato ritardi di diverse settimane nella fienagione e seri problemi fitosanitari nella viticoltura e frutticoltura, con aumento di patologie fungine.

Sviluppo dell’Agricoltura Biologica

Per raggiungere l’obiettivo UE del 25% di superfici biologiche, i fondi del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 destinati al settore dell’agricoltura biologica sono significativamente aumentati: rispetto alla precedente programmazione la dotazione finanziaria è quasi quadruplicata, passando da 2 a 7,7 milioni di euro. Questo ha avuto risultati concreti soprattutto nel settore delle colture foraggere: ai 414 ettari di prati e pascoli attualmente certificati come biologici si sono aggiunti 30.325 ettari, attualmente in conversione verso l’agricoltura biologica, con prospettive positive per raggiungere gli obiettivi della strategia Farm to Fork.

Valorizzazione delle Risorse Locali

Numerosi progetti mirano a preservare e valorizzare il patrimonio genetico locale, con la caratterizzazione della patata Verrayes, per la quale dal 2020 è stato riconosciuto il Presidio Slow Food®, il recupero di 4 biotipi autoctoni del pero Martin Sec, l’omologazione di tre cloni di Petite Arvine con caratteristiche enologiche superiori.
Nel campo delle produzioni animali, è stata avviata una sperimentazione sull’anticipo di parto nelle bovine, valutandone gli aspetti zootecnici e i vantaggi economici, e sono state studiate le caratteristiche delle proteine presenti nel latte delle razze bovine valdostane, evidenziando interessanti potenzialità per produrre “latte A2A2”, benefico per la salute.

Innovazioni tecnologiche

L’IAR sta esplorando nuove frontiere: l’ottimizzazione della produzione di Fontina DOP attraverso trattamenti termici del latte, il controllo ecologico delle piante infestanti con metodi alternativi al diserbo chimico, nuove tecniche di potatura del melo per ridurre i costi e migliorare la meccanizzazione e, ancora, la coltivazione delle spugnole.

Attività di Laboratorio

I laboratori IAR hanno effettuato quasi 5.000 determinazioni analitiche, di cui 1.300 microbiologiche, su latte e derivati, uve e vini, frutta e ortaggi, supportando la ricerca e le produzioni con analisi di qualità.

Il rapporto mette in evidenza come l’IAR stia affrontando le sfide del cambiamento climatico puntando su sostenibilità, valorizzazione delle tradizioni e innovazione tecnologica, posizionando la Valle d’Aosta come regione all’avanguardia nell’agricoltura alpina sostenibile.

Il rapporto è consultabile e scaricabile nella sezione dedicata alla Ricerca e Sperimentazione della Fondazione.

Premiazione Concorso Fotografico “Les mains et le geste en agriculture” 

Lo scorso venerdì 20 giugno, presso la sede dell’Assessorato all’Agricoltura, si è tenuta la cerimonia di premiazione del concorso fotografico “Les mains et le geste en agriculture”, un’iniziativa che ha voluto celebrare i gesti quotidiani, le mani laboriose e l’autentica bellezza del lavoro agricolo.

L’arte della fotografia al servizio del territorio

Le opere fotografiche presentate dallo IAR sono il risultato di un percorso formativo innovativo sviluppato all’interno del collegio. Durante questo progetto educativo, i nostri studenti hanno avuto l’opportunità di esplorare e approfondire il linguaggio fotografico come potente strumento narrativo, imparando a raccontare il mondo rurale attraverso uno sguardo autentico, sensibile e rispettoso.

Il valore pedagogico del progetto

Questo percorso formativo ha permesso ai giovani di:

Sviluppare competenze artistiche attraverso l’apprendimento delle tecniche fotografiche
Rafforzare il legame con il territorio documentando le tradizioni agricole locali
Affinare la sensibilità estetica nella ricerca della bellezza nei gesti quotidiani
Acquisire consapevolezza del valore culturale e sociale del mondo rurale

Il successo di Maurice Denarier: “Mountain Power”

Grande soddisfazione e orgoglio per tutto l’istituto: tra i numerosi partecipanti al concorso, Maurice Denarier, promettente alunno della classe 3ª tecnico, è riuscito a conquistare il terzo posto nella categoria “animali” con una fotografia di straordinario impatto emotivo e tecnico.

Lo scatto premiato, intitolato “Mountain Power”, rappresenta una sintesi perfetta tra tecnica fotografica e sensibilità artistica. L’immagine cattura con intensità e significato profondo il rapporto ancestrale tra l’uomo, gli animali e l’ambiente montano, trasmettendo la forza e la dignità del lavoro agricolo in alta quota. La composizione rivela una maturità artistica notevole per un giovane fotografo, dimostrando come l’educazione alla bellezza possa produrre risultati di eccellenza quando è supportata da passione autentica e impegno costante.

Un riconoscimento che va oltre il singolo studente, che è motivo di grande orgoglio per tutta lo IAR ma che incoraggia tutti gli educatori a proseguire nella direzione intrapresa, investendo sempre più nell’educazione artistica e nella valorizzazione del patrimonio culturale rurale. La fotografia si conferma uno strumento pedagogico di grande valore, capace di unire creatività, tecnica e consapevolezza territoriale.

Complimenti a Maurice per questo meritato riconoscimento e a tutti gli studenti che hanno partecipato al progetto con entusiasmo e dedizione!


L’Institut Agricole Régional di Aosta conquista l’argento alla Japan Cider Cup 2025

Il sidro di pere RE-BORN 2023 premiato nella prestigiosa competizione internazionale di Tokyo

L’Institut Agricole Régional ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale alla Japan Cider Cup 2025, aggiudicandosi la medaglia d’argento nella categoria Specialty cider or perry con il sidro di pere RE-BORN 2023 – Unconventional pear cider traditional ice method extra dry.

La competizione si è svolta lo scorso 31 maggio presso il centro congressi Tama Mirai Messe di Tokyo e rappresenta uno degli eventi più prestigiosi nel settore dei sidri a livello mondiale.

Giunta alla sua terza edizione, la Japan Cider Cup è organizzata da inCiderJapan G.K., società specializzata nella promozione del sidro ed ente formatore autorizzato in Asia per il programma Certified Cider Professional dell’American Cider Association.

L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di oltre 100 sidri provenienti da undici paesi, presentati da più di 50 aziende produttrici. I prodotti sono stati valutati in diverse categorie, dalle classiche Modern, Traditional e Natural alle più specifiche Fruit/Blended, Hopped, Botanical, Wood/Barrel-aged, Ice e Fortified.

Un prodotto innovativo dalle radici tradizionali

Il sidro premiato è realizzato esclusivamente con pere Williams coltivate a 800 metri di altitudine in località Moncenis, all’imbocco della valle del Gran San Bernardo. Il processo produttivo combina tecniche innovative e metodi tradizionali: il mosto viene inizialmente crioconcentrato per esaltarne le caratteristiche chimico-fisiche, quindi fatto fermentare a bassa temperatura per preservare aromi e sapori. Segue una rifermentazione in bottiglia di 12 mesi secondo il metodo classico, con dégorgement à la volée e aggiunta di liqueur d’expédition per ottenere un extra dry con 17 g/l di zuccheri residui.

Il nome Re-born (Re-né in francese) riflette l’obiettivo del progetto: recuperare e valorizzare tradizioni produttive dimenticate attraverso l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica.

Un progetto di diversificazione agricola

Questo risultato si inserisce in un ampio progetto di diversificazione dei prodotti agricoli trasformati recentemente avviato dallo IAR. L’istituto produce sperimentalmente oltre 100 tipologie di sidri da varietà locali antiche, vini di frutta (ciliegie, kiwi), aceti balsamici, distillati e prodotti brassicoli, tutti caratterizzati dall’utilizzo di materie prime territoriali e supportati da rigorosi protocolli di ricerca.

Il riconoscimento di Tokyo si aggiunge ai successi ottenuti negli anni precedenti, tra cui la medaglia d’oro al Cider World 2021 di Francoforte per Dzalou, un ice cider di mele Golden Delicious, e la medaglia d’argento al Great Lakes International Cider and Perry Competition (GLINTCAP) 2023 in Michigan, per il sidro spumante Aronia Flavour-ozed, arricchito con succo di Aronia melanocarpa.

Territorio e solidarietà”, raccolti 9 mila euro a sostegno dei pazienti oncologici

Una serata che ha unito formazione, eccellenze valdostane e impegno sociale, premiando anche i giovani talenti dell’Institut Agricole Régional

Una serata partecipata e sentita, che ha unito buon cibo, solidarietà e attenzione al territorio: sono stati circa 180 i partecipanti alla cena benefica “Territorio e solidarietà”, organizzata dalla Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta in collaborazione con l’Institut Agricole Régional nella serata di martedì 10 giugno presso la sede dello IAR.

L’iniziativa, nata dalla collaborazione con lo stesso Institut Agricole Régional ha permesso di raccogliere circa 9 mila euro, che saranno interamente devoluti a favore dei progetti di sostegno psicologico, materiale e logistico per pazienti oncologici e le loro famiglie portati avanti da due realtà valdostan, le associazioni VIOLA e Barbara&Co.

Una sinergia nata dallo sport e un impegno verso i giovani

L’evento ha preso forma da una proposta avanzata dal Comitato organizzatore della Coppa del Mondo di sci alpino femminile di La Thuile. A seguito della cancellazione di un evento collaterale previsto per la VIP Lounge, la Fondazione ha scelto di destinare in modo solidale le pietanze originariamente pensate per quell’occasione.

La serata ha rappresentato anche un’importante occasione formativa per i giovani dell’Institut Agricole Régional, ospiti della direzione IAR perché si sono distinti in prestigiose competizioni nazionali e internazionali, tra cui la Gara Nazionale di Diritto Internazionale Umanitario, organizzata dalla Croce Rossa Italiana a Roma, il concorso “Vaches en Piste” a La Roche-sur-Foron nell’ambito del programma Erasmus, e il TIEA Parigi 2025 – Trophée International de l’Enseignement Agricole.

“Questa iniziativa rappresenta la concretizzazione di una sinergia virtuosa che nasce dal nostro impegno sociale e dalla valorizzazione delle risorse agricole e gastronomiche che rendono unica la nostra regione”, ha sottolineato la direttrice Martine Peretto. “Volevamo trasmettere ai nostri giovani l’importanza di valori come la solidarietà, essenziale per il rispetto reciproco, la cooperazione e la convivenza civile, l’empatia e la responsabilità civica”.

 

Un menu nel segno del territorio

Dall’aperitivo di benvenuto delle 18.30 fino al dessert, la serata ha offerto un ricco menu a buffet pensato per valorizzare le eccellenze agroalimentari valdostane. Il progetto culinario, ideato dallo chef Agostino Buillas del Caffè Quinson, è stato rielaborato ed eseguito dai cuochi e dagli studenti dello IAR, sotto la guida dello chef Danilo Salerno. A servire i piatti, anche i giovani del progetto “Il Cielo in una pentola”. Non sono mancati gli intermezzi musicali, curati dall’Ensemble Cordeconforme, che hanno accompagnato i diversi momenti della cena.

L’evento è stato preceduto da una visita alle vigne e alla cantina “Joseph Vaudan”, dove, per celebrare il centenario del canonico pioniere della viticoltura valdostana, si è brindato con Le Centenaire.

Un progetto più ampio: l’orto socio-didattico “Mon Courtì”
La serata si inserisce in una più ampia collaborazione tra la Fondazione comunitaria e l’Institut Agricole per la realizzazione dell’orto socio-didattico “Mon Courtì, un progetto condiviso con enti del Terzo Settore e con la Regione autonoma Valle d’Aosta che punta a integrare educazione, inclusione e sostenibilità.

 

Il tuo 5×1000 per coltivare il futuro dell’agricoltura valdostana

La stagione delle dichiarazioni dei redditi è un’opportunità straordinaria per sostenere la formazione agricola della nostra regione.
Quest’anno, l’Institut Agricole Régional vi invita a seminare insieme a noi il futuro dell’agricoltura valdostana attraverso il 5×1000.

“Chi semina conoscenza raccoglie futuro”

Questo è il messaggio che vogliamo condividere con voi. Ogni euro del vostro 5×1000 si trasforma in un investimento concreto per i giovani e per il territorio: nuove attrezzature all’avanguardia per i nostri laboratori, stage formativi che preparano gli studenti al mondo del lavoro, progetti di ricerca innovativi sull’agricoltura sostenibile, borse di studio per premiare il merito e sostenere chi ha bisogno.

L’impatto del vostro sostegno

Ogni contributo, per quanto piccolo possa sembrare, può diventare parte di un progetto più grande: formare i futuri agricoltori, tecnici e imprenditori che guideranno l’innovazione nel settore primario valdostano.

Come destinare il 5×1000 all’IAR

Il procedimento è semplice e non vi costa nulla in più:

Inserisci il nostro codice fiscale 00415990076 e la tua firma nella prossima dichiarazione dei redditi **all’interno della casella “Finanziamento della ricerca scientifica e dell’Università”.

È un gesto che richiede pochi secondi ma che ha un impatto duraturo sulla crescita della nostra comunità agricola. Un investimento nel futuro della Valle d’Aosta; scegliere di destinare il 5×1000 all’Institut Agricole Régional significa credere in un’agricoltura moderna, sostenibile e radicata nel territorio. Significa sostenere giovani che, formati nelle nostre aule e nei nostri campi, contribuiranno a mantenere viva la tradizione agricola valdostana innovandola per le sfide del futuro.

Vi ringraziamo fin d’ora per la fiducia e per il sostegno. Insieme, possiamo continuare a coltivare la conoscenza e le competenze che faranno fiorire l’agricoltura valdostana di domani.

 

Un’esperienza di crescita professionale: la Prof.ssa Laura Thedy al Lycée de l’Oysellerie di Angoulême

Nell’ambito del progetto Erasmus Plus, la professoressa di chimica Laura Thedy ha avuto l’opportunità di svolgere l’attività di mobilità chiamata Job Shadowing, un’esperienza specificamente rivolta ai docenti e allo staff scolastico che permette di beneficiare di un periodo formativo all’estero affiancando colleghi stranieri nelle loro attività quotidiane.

La destinazione scelta è stata il Lycée de l’Oysellerie di Angoulême, dove la professoressa Thedy ha potuto immergersi completamente nel sistema scolastico francese, osservando metodologie didattiche differenti, confrontandosi su buone pratiche e traendo spunti per sperimentare nuovi approcci didattici e formativi.

Un confronto interdisciplinare ricco di opportunità

L’esperienza si è caratterizzata per la sua natura fortemente interdisciplinare. La professoressa Thedy si è infatti confrontata con un ampio ventaglio di docenti: insegnanti di biologia, enologia e produzione animale, oltre ad agronomi e veterinari, scoprendo le interconnessioni tra le diverse discipline scientifiche applicate al settore agricolo.
Le attività svolte sono state estremamente variegate e hanno spaziato dall’analisi del mais geneticamente modificato al laboratorio sulle tecniche di sutura per futuri veterinari, dalla produzione del sapone nel laboratorio chimico all’analisi di feci bovine per determinare la digestione del pasto. Interessante anche la lezione dedicata alla geometria delle molecole, ed i laboratori sulla birrificazione con lo “Zytolgue”, sulla determinazione dell’acidità volatile del vino e sul funzionamento delle reazioni di ossidoriduzione dei metalli.

Immersione totale nella realtà scolastica francese

Un aspetto fondamentale dell’esperienza è stata la partecipazione all’intera vita scolastica del collegio, dove vivono gli studenti. Questo ha permesso alla professoressa di vivere il sistema scolastico francese nella sua completezza, andando oltre il semplice aspetto didattico per abbracciare anche gli aspetti relazionali e organizzativi.
“Ho trovato tutti molto disponibili e pronti a collaborare, abituati a lavorare in team”, racconta la professoressa Thedy. “Gli studenti mi hanno colpito per la loro educazione e il rispetto dimostrato verso i docenti e l’istituzione scolastica.”

Spunti per l’innovazione didattica

Uno degli aspetti più significativi dell’esperienza riguarda l’approccio didattico osservato nei colleghi francesi.
La professoressa Thedy ha avuto modo di analizzare la struttura dei libri di testo francesi, che presentano un’impostazione metodologica differente: “Il libro di chimica è strutturato meglio rispetto a quelli che utilizziamo abitualmente. Prima vengono proposte 2-3 attività pratiche da svolgere e solo successivamente viene presentata la spiegazione teorica. Questa metodologia induttiva potrebbe essere molto efficace anche nel nostro contesto didattico.”

Relazioni umane e crescita professionale

L’aspetto umano dell’esperienza è stato altrettanto importante quanto quello professionale. “Sono molto contenta dei rapporti umani instaurati con tutti, dal dirigente scolastico alle signore delle pulizie”, sottolinea la professoressa. “Questa atmosfera collaborativa e accogliente ha reso l’esperienza ancora più significativa.” L’esperienza le è servita moltissimo per capire come affrontare alcuni argomenti della materia di riferimento in modo diverso, arricchendo il proprio bagaglio di competenze didattiche con metodologie innovative e approcci alternativi.

Una finestra sul sistema educativo agricolo francese

Il Job Shadowing ha inoltre permesso alla Professoressa Thedy di conoscere il mondo delle scuole di agricoltura francesi, che ha trovato molto ben organizzato e strutturato. Il confronto con indirizzi e materie diverse da quelle con cui è abituata a lavorare quotidianamente ha ampliato le sue prospettive professionali e ha fornito nuovi spunti per l’innovazione didattica.

Questa esperienza rappresenta un perfetto esempio di come il programma Erasmus Plus possa contribuire alla crescita professionale dei docenti, favorendo lo scambio di buone pratiche e l’innovazione didattica attraverso il confronto internazionale. I benefici di questa esperienza si rifletteranno sicuramente sulla qualità dell’insegnamento offerto agli studenti dell’Institut Agricole Régional, confermando l’importanza della formazione continua e dello scambio culturale nel settore educativo.

 

Territorio e Solidarietà si incontrano a tavola: torna la Cena di Solidarietà

La solidarietà ha il sapore delle eccellenze valdostane. È questo il fil rouge che attraversa la nuova edizione della Cena di Solidarietà della Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Institut Agricole Régional, programma per il 10 giugno presso la Cantina Joseph Vaudan dell’Istituto.

Quest’anno l’evento è organizzato con lo scopo di sostenere le associazioni V.I.O.L.A. e Barbara&Co., realtà del territorio da anni impegnate nell’assistenza ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.

Una storia di recupero e creatività solidale

Dietro questa iniziativa c’è una bella storia che testimonia come dalla creatività possa nascere la solidarietà. Tutto ha avuto origine dalla Coppa del Mondo di Sci alpino femminile svoltasi a La Thuile nella primavera 2025: a seguito della cancellazione di un evento collaterale che prevedeva la preparazione di un menu completo per la VIP Lounge, la Fondazione Comunitaria, insieme con lo IAR ha scelto di non sprecare l’opportunità, trasformandola in un’occasione di beneficenza.

Il menu, originariamente pensato dallo Chef Agostino Buillas del Caffè Quinson, è stato così rielaborato dai cuochi e dagli allievi dell’Institut Agricole Régional sotto la sapiente coordinazione di Danilo Salerno, dando vita a una proposta gastronomica che celebra i sapori autentici della nostra regione.

Un’esperienza completa tra sapori e tradizioni

La Cena di Solidarietà non sarà solo un momento conviviale, ma un vero e proprio percorso alla scoperta delle eccellenze valdostane. La serata inizierà alle 18:30 con un aperitivo di benvenuto, seguito da una visita guidata alla Cantina Joseph Vaudan dove si potranno degustare i prodotti dell’Istituto, in particolare l’edizione speciale della Cuvée Vaudan, Le Centenaire, per celebrare la figura del celebre canonico.

Il momento culminante sarà naturalmente la cena, un menu completo che comprende antipasti, primo, secondo, dessert e vini IAR, il tutto accompagnato dagli intermezzi musicali dell’Ensemble Cordeconleforme, che contribuiranno a creare un’atmosfera raffinata e coinvolgente.

Solidarietà concreta per chi ha bisogno

L’aspetto più significativo della serata risiede nel suo scopo benefico: l’intero ricavato sarà infatti devoluto alle associazioni V.I.O.L.A. e Barbara&Co. per sostenere concretamente i loro progetti di assistenza ai pazienti oncologici. Un gesto di solidarietà tangibile che dimostra come la comunità valdostana sappia rispondere ai bisogni di chi si trova in difficoltà.

Ma non è tutto: durante la serata sarà conferita una borsa di studio a una giovane studentessa valdostana iscritta al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, grazie al Fondo “Silvia Deiana – Medico di famiglia”, istituito presso la Fondazione Comunitaria in memoria della giovane dottoressa prematuramente scomparsa. Un modo per investire nel futuro della sanità valdostana e onorare la memoria di chi ha dedicato la propria vita alla cura degli altri.

Un progetto che guarda al futuro

La Cena di Solidarietà si inserisce in una collaborazione più ampia tra l’Institut Agricole Régional e la Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta per la realizzazione dell’orto socio-didattico “Mon Courtì”, frutto di una coprogettazione con enti del Terzo Settore e con la Regione Autonoma Valle d’Aosta. Un progetto che rappresenta perfettamente la filosofia di questa iniziativa: unire territorio, formazione e solidarietà in un’ottica di crescita condivisa.

Come partecipare

Per chi desidera unirsi a questa serata di convivialità e solidarietà, è possibile prenotarsi entro venerdì 6 giugno scrivendo a segreteria@fondavda.it oppure chiamando il numero 389 5407927.
È richiesto il versamento anticipato di una donazione minima di 50 euro tramite bonifico intestato alla Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta (IBAN: IT53 Q 08587 01211 000110150701 – BCC Valdostana) con causale “Cena di beneficenza”.

La Cena di Solidarietà del 10 giugno rappresenta un’opportunità unica per vivere un’esperienza autentica, gustare le eccellenze del nostro territorio e contribuire concretamente a progetti di grande valore sociale.

Un appuntamento che dimostra come la cultura della solidarietà possa esprimersi in forme sempre nuove e coinvolgenti, unendo il piacere della buona tavola alla bellezza del fare del bene insieme.

Nuovo corso di trasformazione lattiero-casearia: un’opportunità per la crescita delle filiere locali

L’Institut Agricole Régional organizza un corso di trasformazione lattiero-casearia, un’opportunità formativa per imparare l’arte della caseificazione. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “Agile Arvier – La cultura del cambiamento”, sostenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e finanziato da NextGenerationEU.

Imparare facendo: teoria e pratica a servizio del territorio

Con una durata complessiva di 200 ore, il corso offre un mix equilibrato di teoria, pratica e visite sul campo:

70 ore di lezioni teoriche, ad Arvier e Aosta;
90 ore di pratica direttamente nei caseifici locali;
40 ore di visite guidate, per toccare con mano le eccellenze produttive del territorio.

Le attività si terranno tra settembre 2025 e gennaio 2026, con un impegno settimanale flessibile di 2-3 mezze giornate, adattandosi così alle esigenze dei partecipanti.

Il cuore del sapere caseario valdostano

Questo percorso formativo mette al centro i prodotti caseari che rappresentano il fiore all’occhiello della Valle d’Aosta. I partecipanti avranno l’opportunità di approfondire la lavorazione di:

-Fontina DOP
-Valle d’Aosta Fromadzo DOP
-Toma di Gressoney
-Formaggi ovicaprini
-Burro e yogurt

Non solo tecniche produttive, ma anche competenze trasversali: il programma include moduli dedicati a contabilità e marketing, essenziali per chi desidera intraprendere un percorso imprenditoriale.

Accesso limitato e selezione mirata

Il corso è aperto a soli 10 partecipanti, per garantire un’esperienza formativa di alta qualità e personalizzata. È prevista l’esenzione da alcuni moduli teorici per coloro che dimostrano esperienza o studi pertinenti.

Requisiti di accesso:

  • Conoscenza della lingua italiana almeno a livello B1;
  • Superamento della procedura di selezione.

Iscrizioni aperte fino al 14 luglio 2025, ore 12:00;
Selezioni entro fine luglio 2025.

Al termine, verrà rilasciata una certificazione di frequenza per l’assolvimento degli obblighi formativi ai sensi del Regolamento (CE) N.852/2004 del Parlamento Europeo e del consiglio del 29 aprile 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari.

Un progetto per il futuro delle montagne

Questo corso rappresenta un investimento concreto nel patrimonio culturale e produttivo della Valle d’Aosta, all’interno della Missione 1 – Componente 3 del PNRR, Misura 2 – Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi”.

Gli obiettivi principali sono:

Formare professionisti qualificati nella trasformazione casearia;
Tramandare le competenze tradizionali con un approccio innovativo;
Promuovere lo sviluppo economico delle aree montane.

INFORMAZIONI E ISCRIZIONE

Per maggiori informazioni e/o iscriversi al corso clicca qui 

L’Europa si incontra tra le Alpi: lo scambio culturale Erasmus+ tra Valdostani e Bretoni

L’educazione non conosce confini, e il progetto Erasmus+ ne è la prova più tangibile. Quest’anno, gli studenti delle classi 3A e 3B hanno ospitato i loro corrispondenti bretoni per una settimana di scoperte nella splendida Valle d’Aosta.

Un anno di preparazione per una settimana speciale

Lo scambio culturale non è nato dal nulla: rappresenta il culmine di un percorso iniziato all’inizio dell’anno scolastico 2024/2025. Attraverso videoconferenze e la condivisione di video esplicativi, ragazzi valdostani e bretoni hanno iniziato a conoscersi, creando le basi per un incontro che sarebbe andato ben oltre il semplice turismo scolastico.

Alla scoperta delle eccellenze valdostane

Il programma di visite ha offerto agli ospiti bretoni un vero e proprio viaggio nel cuore dell’identità valdostana. Dal fascino rurale della cascina di Montfleury dell’Institut Agricole Régional alla maestosità ingegneristica del barrage di Place Moulin e della centrale idroelettrica di Valpelline, ogni tappa ha raccontato una storia diversa del territorio.

L’immersione nella natura ha trovato il suo apice con la visita al Parco Nazionale Grand Paradiso e all’azienda agricola “Estrela di berger” a Rhêmes, dove tradizione e sostenibilità si incontrano. Il viaggio si è concluso nel caratteristico villaggio di Chamois, un gioiello alpino che ha conquistato tutti i partecipanti.

Molto più di una semplice gita

L’esperienza non si è limitata alle escursioni. I momenti più autentici sono nati spesso spontaneamente: dalle degustazioni di prodotti tipici che hanno fatto scoprire ai bretoni i sapori unici della montagna valdostana, alle attività didattiche condivise, fino ai preziosi momenti di convivialità nell’internat, dove si sono create amicizie destinate a durare oltre i confini del progetto.

Il valore dell’Europa che si incontra

Questo scambio culturale, reso possibile dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea, rappresenta molto più di una settimana di vacanza-studio. È un investimento nel futuro, un’opportunità per i giovani di sviluppare una vera coscienza europea attraverso la conoscenza diretta di culture, territori e tradizioni diverse dalle proprie.

In un’epoca in cui le distanze sembrano accorciarsi grazie alla tecnologia, progetti come questo ci ricordano che nulla può sostituire l’incontro autentico tra persone, il confronto diretto e la scoperta dell’altro attraverso la condivisione di esperienze concrete.

Tradizione e innovazione in cucina: la masterclass IAR con ALMA

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=””]Lo scorso 16 aprile, si è svolta una straordinaria masterclass presso la Scuola Internazionale di Cucina Italiana.
Grazie alla collaborazione con ALMA, l’Institut Agricole Régional ha portato tra i banchi dell’Aula Magna un’interessante approfondimento sul legame tra territorio, ricerca sperimentale e trasformazione in cucina.

Un Perfetto Connubio tra Teoria e Pratica

La masterclass si è aperta con un’approfondita sessione teorica tenuta da Luca Vernetti-Prot, ricercatore e referente dell’Unità di Valorizzazione delle Produzioni Animali.
Il focus è stato posto sui prodotti del territorio e sulla loro valorizzazione in cucina, con uno sguardo innovativo sulla ricerca sperimentale applicata e sul rigoroso processo produttivo e le peculiarità che fanno di un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale la Fontina DOP, simbolo del patrimonio agroalimentare valdostano.

La parte pratica, condotta dallo Chef IAR Danilo Salerno, ha permesso agli studenti di osservare tecniche culinarie di alto livello, dimostrando come valorizzare questo formaggio simbolo della Valle d’Aosta attraverso diverse preparazioni culinarie, mettendo in luce la versatilità della Fontina DOP e il suo potenziale in cucina, culminando nella preparazione di un menu di eccellenza.

Il Menù Presentato

Degustazione: Formaggi IAR  Fontina DOP e Tome di Gressoney

Preparazione: Formaggio a pasta molle tipo Reblec

Accompagnamenti: Chutney di pere Martin Sec e aceto di pera IAR, Pane in cassetta alla vinaccia con siero di YoAlp® e latticello

Primo piatto: Risotto Carnaroli mantecato al siero di Fontina DOP, asparagi fermentati e lingua di carne Arev marinata allo YoAlp®

Dessert: Biscotto financier, cremino al cardamomo e YoAlp®, croccante di mele e piccoli frutti

Un Finale Delizioso

La giornata si è conclusa con una degustazione che ha celebrato il gusto autentico dei prodotti del territorio.

Un ringraziamento speciale va al team di ALMA, con particolare menzione a Paolo Ivaldi e al Docente Davide Mondin, per il loro prezioso contributo alla realizzazione di questa esperienza formativa.

Questa iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’IAR verso la promozione e valorizzazione delle eccellenze agroalimentari valdostane, attraverso percorsi formativi che uniscono tradizione, innovazione e ricerca scientifica.

Cent’anni del Canonico Vaudan: fede, visione e un vino per ricordarlo

Nel centenario della nascita del Canonico Joseph Vaudan, Regione Valle d’Aosta e Institut Agricole Régional hanno reso omaggio a una delle sue figure più emblematiche, capace di unire spiritualità, sapere scientifico e amore per la terra.

Il 15 aprile, a Palazzo Regionale, si è svolta la commemorazione del centenario della nascita del Canonico Joseph Vaudan, figura emblematica della cultura e della spiritualità valdostana.
L’evento, promosso dalla Regione Valle d’Aosta e dall’Institut Agricole Régional, ha coinciso con il giorno esatto della sua nascita, avvenuta il 15 aprile 1925 a Bagnes, nel Vallese.

Uomo di fede e di visione

L’evento si è aperto con l’intervento del Presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, che ha ricordato come il lavoro del Canonico sia stato “un insegnamento che è diventato quasi una fede, perché c’è sempre qualcosa di intimo quando si lavora la terra. È come parlare con la gente, un rapporto che arriva da lontano e che ci porterà lontano”.

Martine Peretto, Direttore amministrativo dello IAR, ha successivamente dedicato alcune parole alla giornata. “Siamo qui per celebrare la pluralità di un uomo che racchiude in sé molte anime della Valle d’Aosta, molte anime delle terre intorno al Gran San Bernardo. Oggi festeggiamo la sua eredità, che continua a influenzare le nostre vite e il nostro lavoro”, ha affermato Peretto.

Joseph Vaudan non era solo un sacerdote, ma un uomo di visione e passione, che ha dedicato la sua vita alla promozione dei valori agricoli e culturali della regione. La sua eredità vive non solo attraverso la Cave Joseph Vaudan, ma anche nel cuore della comunità e nell’Institut Agricole Régional, che ha prosperato grazie al suo impegno.

Peretto ha poi ricordato come Vaudan, con il suo spirito pionieristico, abbia lasciato un segno profondo nel settore agricolo valdostano, contribuendo in modo determinante al rilancio della viticoltura e all’innovazione agricola. “Un uomo che ha saputo anticipare i cambiamenti e mettere in pratica la sua visione, sempre con passione e determinazione, e che oggi continua a ispirare le nuove generazioni di agricoltori e studiosi”, ha concluso.

Quanto alla dimensione spirituale, Monsignor Jean-Pierre Voutaz, Prevosto del Gran San Bernardo, ha evidenziato come “la vita di fede del Canonico non fosse disconnessa dalla realtà”, sottolineando che Vaudan è stato “il buon contadino di una famiglia contadina che, forte di una formazione e di un dottorato in agronomia conseguito a Piacenza, affermava: ‘In nome della mia fede, aiuteremo le persone a mangiare, a bere, a vivere'”.

Testimonianza di Claude Duverney

Un momento particolarmente significativo è stato l’intervento di Claude Duverney, figura storica dello IAR e profondo conoscitore del Canonico Vaudan. Duverney ha offerto un’analisi ricca di dettagli e aneddoti, evidenziando come Vaudan sia stato un uomo capace di lasciare un segno profondo non solo nella storia, ma anche nella contemporaneità.
Duverney ha sottolineato il ruolo pionieristico di Vaudan nella creazione di strutture come la Cave Experimentale e nella difesa della viticoltura valdostana, descrivendo l’impegno del Canonico anche nelle difficili condizioni degli anni Sessanta e Settanta. Ha ricordato anche come Vaudan fosse capace di unire una profonda spiritualità al lavoro pratico: “Il contatto con Dio era una costante che sosteneva le sue attività sociali e comunitarie”. Ha inoltre rievocato le lotte interne per preservare l’autonomia dell’Institut Agricole Régional e le proprietà della congregazione in Valle d’Aosta, riconoscendo in Vaudan un alleato e un leader.

Innovatore e uomo di scienza

Andrea Barmaz, già direttore di ricerca dell’Institut Agricole Régional e attuale Presidente del Consorzio Produttori e Tutela della Dop Fontina, ha ricordato l’importante contributo scientifico del Canonico, a partire dalla sua tesi di laurea, conseguita a Piacenza nell’anno accademico 1957-58 e intitolata “Studio sulla flora microbica del formaggio Fontina”.
Barmaz ha inoltre ricordato il contributo fondamentale del Canonico al rilancio della viticoltura valdostana, attraverso l’introduzione di vitigni oggi affermati nella regione, come “Gamay, Pinot Noir, Syrah nei vini rossi, Chardonnay, Müller Thurgau e Petit Arvine nei bianchi”. Di particolare rilievo, la creazione della Cave Experimentale nel 1969, “che ha rappresentato il punto di partenza per il rilancio della viticoltura e dell’enologia valdostana”.

Visione per il futuro dell’agricoltura di montagna

L’Assessore Marco Carrel ha evidenziato come la visione di Vaudan sull’importanza dell’agricoltura per il mantenimento delle comunità di montagna sia ancora oggi di grande attualità: “L’agricoltura di montagna multifunzionale, sostenibile, moderna e attenta alle nuove generazioni, è la spina dorsale della vita futura del nostro piccolo villaggio alpino”.

Uomo di relazioni e insegnamenti

Roberto Louvin ha evidenziato il ruolo fondamentale del Canonico nel promuovere un’élite agricola intesa non come un’élite distante, ma come un’avanguardia al servizio del territorio. Ha ricordato il contributo di Vaudan nella creazione di una rete di contatti e nella formazione di giovani agricoltori capaci di coniugare tradizione e innovazione. “Questa élite oggi è presente nella regione e non si è mai allontanata dalla terra”, ha sottolineato Louvin.
Luciano Caveri ha invece inquadrato il contributo di Vaudan in un contesto storico più ampio, ricordando la necessità di ricostruire la Valle d’Aosta nel dopoguerra e il legame con la francofonia e la cultura alpina. Ha messo in luce l’importanza della radio “La Voix de la Vallée” come strumento di comunicazione bilingue e di coesione culturale.

Oscar Marguerettaz ha condiviso ricordi personali che evidenziano l’approccio pratico e umano del Canonico: “Considerava il suo lavoro come un servizio, indistintamente verso tutti”. Marguerettaz ha descritto il Canonico come un educatore rigoroso ma comprensivo, impegnato nel trasmettere ai giovani non solo conoscenze tecniche, ma anche valori umani e un forte senso critico.
Luigi Bertshy ha concluso la serie di interventi, sottolineando l’importanza di preservare e trasmettere alle generazioni future il patrimonio lasciato da Vaudan. “Questo territorio ha sempre saputo affrontare le sfide globali grazie all’attenzione all’educazione e alla ricerca, elementi centrali nel lavoro del Canonico”, ha dichiarato Bertshy, evidenziando il valore dell’Istituto Agricolo come motore di formazione e crescita per la comunità valdostana. “La formazione professionale è stata e rimane uno strumento essenziale per far crescere il settore agricolo e costruire il carattere delle nuove generazioni”.
Una cuvée speciale per celebrare il centenario

L’evento si è concluso con l’intervento di Piero Prola, Presidente dell’Institut Agricole Régional, che ha espresso la sua gratitudine verso il Canonico:

Oggi, in questa giornata di commemorazione, voglio esprimere ancora una volta la nostra più profonda gratitudine a Joseph Vaudan per ciò che ha fatto, per ciò che ci ha insegnato e per l’eredità che ci ha lasciato. Un’eredità fatta non solo di pratiche agricole, ma soprattutto di valori che guidano ancora oggi tutto il nostro lavoro.

Successivamente, Patrick Ronzani, Responsabile dell’Unità di Ricerca Viticoltura e Enologia dello IAR, ha presentato la cuvée spéciale dedicata al Canonico: La Cuvée Vaudan, Le Centenaire, che nasce nel 2023 da un uvaggio di due vitigni autoctoni a bacca rossa: il 70% da uve Fumin e il 30% di Neyret. “Questo vino rappresenta un omaggio all’eredità enologica lasciata dal Canonico”.

La commemorazione si è chiusa con un brindisi collettivo, simbolo della continuità dell’opera di Joseph Vaudan a cento anni dalla sua nascita.

Guarda il video dell’evento:

Gestione del vigneto: pratiche agronomiche e difesa fitosanitaria

L’Assessorato all’Agricoltura e Risorse naturali  ha organizzato lo scorso febbraio degli incontri formativi sul tema della gestione del vigneto, con un focus su pratiche agronomiche e difesa fitosanitaria.

Relatori degli incontri:
Dott.ssa Rita Bonfanti (Ufficio servizi fitosanitari)
Dott. Michele Vigasio (Coordinatore tecnico regionale presso Vignaioli Piemontesi)
Dott. Odoardo Zecca (Unità di Viticoltura-Enologia presso l’Institut Agricole Régional)
Dott. Giovanni Bosio (Collaboratore del servizio fitosanitario regionale Regione Piemonte, presente solo all’evento di Donnas)

L’iniziativa, in collaborazione con l’Institut Agricole Régional e il Consorzio Vini Valle d’Aosta mirava a fornire conoscenze utili per la buona conduzione del vigneto e per una difesa fitosanitaria efficace.

Presentazioni relatori:
Odoardo Zecca

Clicca qui per consultare le slide dei relatori

TIEA 2025: Una Vittoria per l’Institut Agricole Régional al Concours Général Agricole

L’élevage bovin, une richesse pour les territoires

questo il tema del 24° Trophée International de l’Enseignement Agricole (TIEA 2025).

Il nostro istituto è stato rappresentato da sei brillanti studenti delle classi 5A e 5B: Epherm Bonin, Maël Petitjacques, Denis Peaquin, Didier Chaberge, Elise Domaine e Faletti Agnese, che con impegno e dedizione hanno affrontato le sfide di questa competizione internazionale e hanno portato l’Institut Agricole Régional sul podio!

Una prova non senza ostacoli

La bovina che avrebbe dovuto rappresentarci, gentilmente messa a disposizione dai nostri partner del Campus Agro-Viticole de la Charente Barbezieux, purtroppo si è ammalata poco prima del concorso. Tuttavia, grazie alla solidarietà di un allenatore francese, siamo riusciti a partecipare utilizzando una nuova coppia: Rousse la Bonviana, una magnifica bovina, e il suo vitello Violette.

Le quattro prove della competizione

Il concorso si è articolato in quattro prove principali, che hanno messo alla prova le competenze tecniche, la creatività e la capacità di lavorare in squadra dei nostri ragazzi.

1. Realizzazione di un video

Gli studenti hanno prodotto un video di presentazione dedicato all’allevamento bovino, evidenziandone l’importanza per i territori e per l’economia locale.

2. Animazione e decorazione della posta della bovina

I ragazzi hanno decorato lo spazio dedicato a Rousse con un modellino dell’Italia. Hanno ideato un’attività interattiva in cui i visitatori dovevano collocare 10 razze bovine italiane nella regione corretta. Per il vincitore, era in palio un raffinato papillon in legno offerto dall’Assessorato all’Agricoltura.

3. Prova di manipolazione

Questa prova tecnica richiedeva di recuperare l’animale libero nel ring, legarlo al recinto utilizzando una corda, creare un collare anti-strozzo, applicare un licol e infine passare l’animale al compagno. La squadra ha dimostrato un’eccellente organizzazione:

Maël Petitjacques si è occupato della manipolazione;

Epherm Bonin ha guidato la bovina dentro e fuori dal ring;

Elise Domaine si è presa cura del vitello;

Didier Chaberge ha fornito commenti tecnici e dettagliati durante la prova.

4. Presentazione del ring

Attraverso una scena teatrale, gli studenti hanno raccontato la storia della scuola, dell’azienda agricola, delle opportunità formative offerte, del programma Erasmus e hanno sviluppato il tema dell’anno.

La competizione

La sfida ha visto la partecipazione di altre due scuole straniere provenienti da Cile e Argentina. La competizione è stata intensa, ma i nostri ragazzi hanno dimostrato una preparazione impeccabile e un grande spirito di squadra, conquistando il primo posto. Al secondo posto si è classificata l’Argentina, mentre il Cile ha ottenuto il terzo posto.

Un successo che ci rende orgogliosi

La vittoria al TIEA 2025 è un risultato che premia l’impegno e la passione dei nostri studenti e docenti.

Un ringraziamento speciale va ai partner del Campus Agro-Viticole de la Charente Barbezieux e all’allenatore francese che ci ha prestato Rousse e Violette, rendendo possibile la nostra partecipazione.

Complimenti ai nostri studenti per aver portato in alto il nome dell’Institut Agricole Régional e per aver dimostrato, ancora una volta, come l’allevamento bovino rappresenti una vera ricchezza per i territori. Avanti così!

Typicalp ci porta dritti alla European Week of Regions and Cities di Bruxelles

Grande soddisfazione per il progetto Interreg Italia-Svizzera Typicalp, selezionato per partecipare alla European Week of Regions and Cities che si terrà dal 13 al 15 ottobre a Bruxelles.
Un risultato notevole, considerando che sono stati scelti solo 209 progetti su 462 candidature provenienti da tutta l’Unione Europea.

I rappresentanti della Valle d’Aosta

A rappresentare la Valle d’Aosta nella capitale belga ci saranno Sabina Valentini e Luca Vernetti-Prot, ricercatori IAR rispettivamente dell’Unità Laboratori e dell’Unità  Valorizzazione delle produzioni animali, che per l’occasione gestiranno uno stand dedicato dove presenteranno a visitatori da tutta Europa i risultati di questi cinque anni di progetto.

Un programma ricco di attività

Il programma della tre giorni prevede momenti di divulgazione del lavoro di ricerca condotto nell’ambito del programma Interreg V-A Italia-Svizzera 2014/2020, ma anche sessioni di giochi e attività a premio, oltre a degustazioni scientifiche. Un’occasione perfetta per far conoscere l’eccellenza valdostana attraverso la scienza e il gusto.

I risultati più significativi

Il progetto Typicalp ha raggiunto traguardi davvero notevoli:
Sistema blockchain per la Fontina DOP: È stato sviluppato un sistema hardware e software all’avanguardia che garantisce la tracciabilità completa della filiera della Fontina DOP, dalla produzione al consumatore finale.
TypicalpMarketplace: Una piattaforma di marketplace digitale creata appositamente per sostenere le micro e piccole imprese del comparto agroalimentare, offrendo nuove opportunità di visibilità e vendita.
Prototipo di laboratorio mobile: Tra il 2019 e il 2020 è stato realizzato un prototipo di laboratorio mobile per condurre ricerche sul campo riguardanti trasformazione, lavorazione e diversificazione delle materie prime.

Le specialità da degustare

A Bruxelles sarà possibile assaggiare due dei prodotti più innovativi sviluppati durante il quinquennio di attività:

Typicalp Power Drink: Una bevanda funzionale a base di siero che rappresenta un perfetto esempio di valorizzazione dei sottoprodotti della filiera lattiero-casearia
YoAlp®: Un latte fermentato dalla consistenza simile a quella di uno yogurt greco, che unisce tradizione e innovazione

Un investimento da 1,9 milioni di euro

Typicalp rappresenta un importante investimento nel futuro del nostro territorio. Finanziato dal programma Interreg V-A Italia-Svizzera 2014/2020 con un ammontare complessivo di 1,9 milioni di euro (più 740mila franchi svizzeri), il progetto ha unito Valle d’Aosta e Cantone del Vallese in un’iniziativa che ha portato una ventata di innovazione nella filiera lattiero-casearia alpina.
I benefici si sono estesi ben oltre la ricerca: piccoli e medi imprenditori di entrambi i paesi hanno potuto e, potranno, beneficiare di importanti ricadute in termini di digitalizzazione, promozione internazionale, collaborazione transfrontaliera e sostenibilità ambientale.

L’economia circolare in azione

Il cuore pulsante del progetto è stata la valorizzazione del latte vaccino valdostano e vallesano, insieme a uno dei suoi sottoprodotti principali: il siero. Un approccio che dimostra l’efficacia dell’economia circolare applicata al settore lattiero-caseario, orientata a soddisfare le nuove esigenze dei consumatori moderni.

La partecipazione di Typicalp alla European Week of Regions and Cities rappresenta un importante riconoscimento per la Valle d’Aosta e per tutti i partner coinvolti nel progetto che ringraziamo per l’ottimo lavoro di squadra

Laboratorio di Analisi della Regione Autonoma della Valle d’Aosta
Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales
Links Foundation
Hesso Valais-Wallis

Trionfo dell’Institut Agricole Régional: doppio oro al Mondial des Vins Extrêmes e riconoscimento Vitae per l’eccellenza accessibile

Trionfo dell’Institut Agricole Régional: doppio oro al Mondial des Vins Extrêmes e riconoscimento Vitae per l’eccellenza accessibile

L’Institut Agricole Régional conferma la sua posizione di eccellenza nella viticoltura alpina con una serie di prestigiosi riconoscimenti che celebrano qualità, territorio e accessibilità.

Due medaglie d’oro al Mondial des Vins Extrêmes Cervim 2025

Al rinomato concorso internazionale dedicato ai vini di montagna, due delle nostre etichette 2024 hanno conquistato la medaglia d’oro:

  • Valle d’Aosta DOC Petite Arvine 2024: un bianco che incarna l’eleganza e la mineralità del terroir alpino, esprimendo tutto il carattere di questo vitigno autoctono
  • Valle d’Aosta DOC Gamay 2024: un rosso che unisce freschezza e struttura, perfetto ambasciatore della viticoltura eroica valdostana

Vuillermin 2023 tra i 100 Vini Valore/Prezzo di Vitae 2026

Un riconoscimento che ci riempie di particolare orgoglio: il nostro Vuillermin 2023 è stato selezionato dall’Associazione Italiana Sommelier per entrare nella guida dei 100 Vini Valore/Prezzo di Vitae 2026. Il Vuillermin è considerato uno dei vitigni più eleganti della Valle d’Aosta, ma è estremamente raro, frutto del nostro lavoro di recupero delle varietà autoctone.

Questo premio dimostra che l’altissima qualità può essere accessibile, rendendo le eccellenze del territorio disponibili a un pubblico più ampio.