L’idea di creare una realtà produttiva legata al recupero di superfici marginali attraverso un ritorno alla coltivazione di cereali, destinati alla trasformazione in malto per la produzione di birra artigianale locale, nasce dalla constatazione di una forte crescita di attenzione di questo settore nel mercato italiano. L’interesse è rivolto soprattutto alla diversificazione dei prodotti locali e alla valorizzazione degli ingredienti tradizionali, con uso di malto ottenuto da cereali locali, maltazione effettuata in proprio, biotipi locali di luppolo e ceppi autoctoni di lieviti selezionati.
Proseguono quindi le attività brassicole presso l’IAR, benché al momento siano limitate alla sola acquisizione di esperienze e manualità, nonché all’esplorazione delle ricadute sperimentali, didattiche e commerciali.
A tal proposito, sono state prodotte alcune birre, da estratti luppolati, con tagli eventuali a diverse percentuali. Tutto ciò permette, ancora una volta, di comunicare le potenzialità di tale trasformazione in ambito agricolo, attraverso il trasferimento di competenze di microenologia e le collaborazioni intersettoriali.
Al fine di produrre un’agribirra, nel 2021 è stato realizzato un luppoleto con alcune delle principali varietà rinomate per aroma e amaricatura, che affiancheranno i biotipi locali in fase di valutazione.
Degustazioni delle birre e confronto con produttori locali.
Anno di inizio: 2019; Anno di fine: 2025.
Per la produzione di birra a partire da materie prime aziendali il termine del progetto è ancora da definire.
Contatti con produttori locali e il CERB. Sono previste delle visite aziendali allo scopo di conoscere nuove realtà e scambiare le esperienze (per es. l’azienda Frè di Cuneo produce birra a partire da materie prime interamente aziendali).
Corso online tenuto dal CERB (novembre 2020): Workshop avanzato in tecnologie birrarie.
Analisi chimiche dei prodotti trasformati (grado alcolico, acidità, pH, residuo zuccherino, densità).