L’acqua che proviene dalle Alpi è una risorsa strategica per la vita delle popolazioni europee e per le numerose attività e filiere socio-economiche che ne discendono. Negli ultimi anni, però, questo prezioso patrimonio è sempre più minacciato: siccità, deterioramento della qualità in conseguenze dell’aumento demografico e degli impatti legati alle diverse attività dell’uomo. Per contrastare le minacce al patrimonio idrico, i partner svizzeri e italiani hanno identificato alcune criticità:
Il progetto RESERVAQUA – Implementazione di una rete di servizi per lo studio, la protezione, la valorizzazione e la gestione sostenibile dell’acqua a scala locale e regionale su un territorio transfrontaliero alpino intende rispondere alle criticità evidenziate e sviluppare una strategia di gestione integrata dell’acqua nelle regioni montane, per garantirne un utilizzo sostenibile e tutelare la qualità della risorsa idrica alpina, anche a beneficio delle pianure.
Nel progetto sono stati individuati 3 obiettivi specifici:
I ricercatori dell’IAR e i consulenti saranno impegnati nell’ottimizzazione dell’uso della risorsa idrica nel settore agricolo, approfondendo gli aspetti relativi alla stima dei fabbisogni irrigui, alla gestione e alla misurazione dei volumi irrigui e allo studio delle modalità di quantificazione del costo ambientale dell’acqua ad uso agricolo. Saranno analizzati nel dettaglio comprensori a prevalente destinazione foraggero-zootecnica e frutticola, dove l’allestimento di un sistema di monitoraggio delle portate permetterà di misurare i consumi idrici.
Nel 2022 verrà completato lo sviluppo del metodo di previsione del fabbisogno irriguo basato su modellistica idrologica (Irri-Continuum); le stime derivanti dai diversi approcci modellistici verranno confrontate con dati reali, tra cui quelli rilevati dalla strumentazione installata in alcuni siti-pilota nell’ambito del progetto.
Per quanto riguarda il calcolo del costo ambientale e della risorsa acqua, verranno analizzati i questionari somministrati nel 2021 a due campioni differenti, finalizzati a quantificare i benefici ambientali connessi alla pratica irrigua in Valle d’Aosta. Il test proposto agli agricoltori permetterà di stabilire il valore da essi attribuito all’acqua irrigua e, allo stesso tempo, individuare la loro propensione a mettere in atto strategie volte al risparmio della risorsa idrica. L’indagine rivolta alla popolazione, invece, consentirà di quantificare le esternalità positive generate dall’utilizzo dell’acqua irrigua in Valle d’Aosta.
Il partenariato si propone di mantenere viva la comunicazione sulle attività di progetto e di valorizzare i risultati raggiunti attraverso un insieme di strumenti: newsletter; incontri con gli stakeholder; azioni educative e di sensibilizzazione sulla risorsa idrica in un contesto di cambiamento climatico, rivolte alla popolazione e ai turisti; iniziative formative per la popolazione. In particolare, nell’autunno 2022 lo IAR organizzerà una conferenza transfrontaliera durante la quale verranno presentati i principali risultati ottenuti da RESERVAQUA.
In progetto è stato avviato nel 2019 con termine nel 2022; a causa dei rallentamenti nello svolgimento di alcune attività dovute al protrarsi dell’emergenza sanitaria, è stata chiesta ed ottenuta una proroga della data di conclusone del progetto, fissata al 31/03/2023.
Oltre all’IAR, i partner che hanno promosso il progetto sono: Regione Autonoma Valle d’Aosta, Dipartimento programmazione, risorse idriche e territorio – Struttura attività geologiche (capofila); Service cantonal de l’environnement du Valais; Fondazione Montagna sicura; ARPA Valle d’Aosta; ARPA Piemonte; Politecnico di Torino – Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture; Regione Autonoma Valle d’Aosta , Dipartimento Politiche regionali di sviluppo rurale; Service cantonal de l’Agriculture du Valais; CREALP, Centre de recherche sur l’environnement alpin. Nella realizzazione del progetto, l’IAR si avvale di due consulenti esterni: il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria di Torino (CREA) per il calcolo del costo ambientale e della risorsa acqua ed il Centro Internazionale in monitoraggio ambientale (Fondazione CIMA) per la stima dei fabbisogni irrigui.