Vino affinato sott’acqua: lo spumante posato nei fondali del lago a quota 2325m

Altro fondale, altre bottiglie firmate Institut Agricole Régional; questa volta a quota 2325m, al Lago Chamolé, situato nel comune di Charvensod.

Sono state posate nei fondali del lago, 252 bottiglie di vino bianco prodotto dalla pressatura di uve Chardonnay e Pinot nero e lavorate secondo la metodologia del metodo classico o champenoise, ovvero quel processo di produzione di vino spumante, che consiste nell’indurre la rifermentazione dei vini in bottiglia attraverso l’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati.

Un progetto che nasce dal successo dell’esperimento realizzato lo scorso anno nel Lago Verney, al colle del Piccolo San Bernardo. Un’insolita operazione resa possibile grazie al supporto di un elicottero della Heli Mont Blanc e alla collaborazione dei sub del Diving Center Mont Blanc, sotto la direzione di Roberto Della Zanna.

L’obiettivo? Capire se fattori naturali come la temperatura costante, la luce ridotta e la pressione atmosferica o altri fattori influenzino l’affinamento del vino rispetto a quello conservato nella Cantina Joseph Vaudan dello IAR.

Ogni anno, alcune bottiglie saranno recuperate per essere analizzate dal laboratorio dell’Institut Agricole Régional, che condurrà test aromatici e fenolici per individuare eventuali differenze tra i due metodi di conservazione.

Ma c’è di più: l’Unità di ricerca di viticoltura ed enologia mira a creare una linea commerciale esclusiva di vino affinato nelle profondità del lago Chamolé, destinata a una fascia di mercato medio-alta. Non è un caso che il lago di Chamolé e il comune di Charvensod siano stati scelti per questa impresa: il vino affondato prende vita dal vigneto Monchoisi, gestito dall’Institut Agricole Régional e situato proprio a Charvensod.

Ora non resta che attendere i risultati e scoprire se il “vino del lago” sarà in grado di stupire il mondo degli intenditori.