Con il susseguirsi della stessa coltura negli anni, spesso, si favorisce il fenomeno detto “stanchezza del terreno”; questo consiste in una difficoltà a rinnovare nel tempo una data coltura sullo stesso appezzamento in monosuccessione, ed è sintomo di degrado della fertilità. Essa deriva dalla sommatoria di due componenti: 1. presenza di metaboliti tossici nel suolo derivanti da residui vegetali e dalla loro degradazione microbica; 2. perdita di humus e riduzione del processo di umificazione che determinano una minor disponibilità dei nutrienti, favorendo i processi di mineralizzazione (degradazione rapida dei residui) a scapito della loro stabilizzazione.
In una parcella sperimentale di Moncenis, coltivata per decenni con melo e destinata al reimpianto con la medesima specie, sono state adottate le seguenti strategie agronomiche al fine di contrastare tale fenomeno negativo:
A partire dal 2016, quindi, è stata impostata una prova di confronto su Golden Delicious fra l’M9 T337 (sesto: 4×1,2m) e due portainnesti alternativi: CG11 (sesto: 4×1,2m) e M26 (sesto: 4×1,5m). Per il portainnesto M26, caratterizzato da un vigore leggermente maggiore, nel 2019 gli astoni sono stati impostati a multiasse (3 assi), per permettere una ripartizione migliore del vigore e favorire la formazione di una parete fruttifera più stretta e meccanizzabile.

Rapporti diretti con i frutticoltori e visite in campo.
Anno di inizio: 2016; Anno di fine: 2025.
Analisi chimiche (°Brix, acidità, durezza, amido) per ogni tesi, su piante adulte.