Negli ultimi anni si è osservata una tendenza sempre più evidente alla costituzione e all’utilizzo di cloni non soltanto nell’ambito dei più diffusi vitigni nazionali ed internazionali, ma anche in quello dei vitigni ‘minori’, coltivati localmente su superfici ridotte. Per tale motivo si ritiene che nel prossimo futuro sia opportuno avviare le procedure volte all’omologazione clonale di materiali dei più importanti vitigni autoctoni o tradizionali presenti nella regione.
Iscrizione di cloni di Cornalin al Registro nazionale delle varietà di viti.
La comparazione interessa 12 cloni putativi, su tre ripetizioni.
Si prevedono tutte le attività obbligatorie per l’omologazione clonale: rilievi fenologici e ampelografici, determinazione della fertilità delle gemme, determinazione delle variabili vegeto-produttive, analisi delle uve e del mosto alla raccolta, valutazioni visive delle potenzialità quanti-qualitative e dell’apparente sensibilità alle malattie. Microvinificazioni e analisi sensoriale dei vini.
Costituzione di cloni.
Dal 2018 al 2022.
Curve di maturazione (5 date, pool delle ripetizioni): solidi solubili, pH, acidità titolabile, acido malico e tartarico.
Analisi dei mosti alla vendemmia (tutte le ripetizioni separate): solidi solubili, pH, acidità titolabile, acido malico e tartarico.
Analisi delle uve (tutte le ripetizioni separate): antociani totali, flavonoidi totali, polifenoli totali, estraibilità degli antociani.
Analisi dei vini (pool delle ripetizioni): titolo alcolimetrico, zuccheri riduttori, estratto totale, estratto netto, pH, acidità titolabile, acido acetico, acido L-malico acido L-lattico, estratto secco, antociani totali, polifenoli totali, tonalità del colore, intensità del colore.