Origine del progetto
Una delle principali minacce che dobbiamo affrontare a livello globale in questo secolo è il cambiamento climatico e i relativi effetti sulle risorse naturali e sui cicli delle colture agrarie, tra cui i pascoli di montagna, riconosciuti come ecosistemi molto sensibili e vulnerabili ai cambiamenti climatici. Inoltre, i mutamenti socio-economici intervenuti negli ultimi decenni hanno indotto modifiche profonde dell’uso del suolo in molte regioni montane. Da queste constatazioni trae origine questo progetto, che intende approfondire il tema dell’adattamento al cambiamento climatico e socio-economico da parte degli allevatori delle regioni alpine.
Obiettivi
L’obiettivo generale del progetto è quello di ridurre la vulnerabilità e aumentare la resilienza dell’agricoltura di montagna di fronte al cambiamento climatico, analizzando le misure di adattamento e sviluppando strategie di gestione. Il raggiungimento di questo obiettivo si baserà su una solida conoscenza scientifica dei futuri impatti sui cambiamenti climatici sulle comunità pastorali situate in due parchi nazionali (Parc National des Écrins e Parco Nazionale Gran Paradiso) nelle Alpi occidentali. Inoltre, uno degli obiettivi principali del progetto è la creazione di una piattaforma PASTORALP per facilitare l’adozione delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici nei due Parchi, che potrà servire da esempio anche per altri ecosistemi pastorali attraverso le Alpi.
Attività previste
Nello specifico il progetto si propone di:
- consolidare una base di conoscenze transnazionali delle tipologie pastorali alpine e della loro evoluzione di fronte ai futuri cambiamenti climatici e socio-economici. Oltre ai dati bibliografici disponibili, che non sono molti, proponiamo di cartografare i pascoli d’alpeggio della Valle d’Aosta con un lavoro a tappeto sul territorio e con il coinvolgimento di un congruo numero di rilevatori. La cartografia dei tipi pastorali potrebbe poi essere incrociata con dati satellitari ripetuti nel corso della stagione vegetativa per valutare la possibilità di usare l’indice NDVI per identificare i tipi agropastorali con tecniche di telerilevamento;
- condurre un’indagine interdisciplinare sulla vulnerabilità dei pascoli alpini, in relazione alle attuali e future modifiche del clima e della gestione (con approfondimenti agronomici e antropologici) per promuovere un sistema pastorale montano resiliente e sostenibile;
- valutare e individuare le migliori soluzioni per adattare le pratiche di gestione degli alpeggi ai cambiamenti climatici;
- verificare su aree pilota l’efficacia delle misure di adattamento prospettate; a questo scopo è previsto il coinvolgimento di due aziende pastorali in vallate del PNGP o limitrofe, con funzione di alpeggi pilota, che servano da esempio per altre realtà locali e dell’arco alpino;
- promuovere la replicabilità e la trasferibilità di metodologie di coordinamento tra le autorità;
- ottenere l’adozione di strategie di adattamento da parte degli attori locali, per garantire la continuità e la sostenibilità tanto ambientale quanto socioeconomica;
- elaborare un piano strategico di adattamento per promuovere sistemi pastorali resilienti da un punto di vista socio-ecologico, che consentano processi decisionali e gestionali ben informati e un coordinamento adeguato delle politiche nazionali, regionali e locali;
- migliorare l’efficacia delle politiche dell’UE per affrontare le sfide regionali e transfrontaliere relative al sistema socio-ecologico pastorale alpino;
- accrescere la consapevolezza delle parti interessate, dei gruppi destinatari e del pubblico sui cambiamenti climatici, sugli impatti sull’agricoltura e sugli adattamenti.
Le attività del 2022, ultimo anno di lavoro sul LIFE PASTORALP, saranno principalmente orientate all’elaborazione di documenti tecnici e alla comunicazione e diffusione dei risultati del progetto. In stretta collaborazione con gli altri partner, nello specifico l’IAR si occuperà di:
- proseguire la collaborazione con le due aziende agricole valdostane operanti nei due alpeggi pilota di Cogne e Rhêmes-Notre-Dame, in cui saranno elaborati piani di gestione e verranno valutate e testate possibili misure di adattamento ai cambiamenti climatici;
- organizzare workshop partecipativi con stakeholder locali per il confronto e la validazione di misure tecniche e politiche di adattamento ai cambiamenti climatici;
- organizzare seminari ed eventi di comunicazione per la disseminazione dei risultati di progetto;
- contribuire all’elaborazione di un piano strategico di adattamento agli impatti del cambiamento climatico e all’implementazione della piattaforma web interattiva (PASTORALP platform tool), attraverso la quale l’utente può accedere a molteplici contenuti e ai risultati del progetto (documentazione tecnica e cartografica, deliverable, video).
Valorizzazione dei risultati
Fin dalle prime fasi del progetto sono stati coinvolti i portatori di interesse (pubbliche amministrazioni, associazioni di allevatori, proprietari d’alpeggio…). Grazie al sito internet e ai social network dedicati al progetto (Facebook, Instagram, YouTube, LinkedIn, Pinterest), viene data costante e ampia diffusione dei risultati anche presso il grande pubblico con la pubblicazione di materiali informativi e video. Saranno inoltre organizzati eventi di comunicazione, quali workshops, seminari e una conferenza scientifica.
Durata
Ottobre 2017 – marzo 2022 (prorogato a marzo 2023)
Collaborazioni
Il progetto è realizzato in collaborazione con Università di Firenze (Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente), ARPA Valle d’Aosta, Parco Nazionale Gran Paradiso, INRAE, Parc National des Écrins. È prevista l’attivazione di un contratto part-time a tempo determinato e il ricorso a collaborazioni esterne per:
- caratterizzazione e cartografia delle vegetazioni pastorali;
- inchiesta di antropologia ambientale presso gli allevatori delle aree di studio;
- collaborazione al progetto di due allevatori coinvolti nelle attività sperimentali.
Finanziamento
Il progetto è finanziato dal Programma LIFE: il 60% dei costi sostenuti sarà coperto dal contributo europeo, la restante parte sarà autofinanziata dall’Institut Agricole Régiona