Indagine sulla longevità dei vini valdostani

Origine del progetto

Il terroir valdostano, per le sue particolari caratteristiche pedologiche e climatiche, permette di ottenere vini profumati e gradevoli a distanza di pochi mesi dalla vendemmia. Questa peculiarità, che garantisce un rapido recupero degli investimenti, ha consolidato tra gli imprenditori agricoli valdostani la consuetudine di proporre sul mercato l’ultima annata prodotta, ossia il vino della vendemmia appena trascorsa. Di conseguenza il consumatore è solito ricercare vini giovani e difficilmente si interessa alle “vecchie” annate, se non per vini come il Donnas, l’Enfer d’Arvier o per poche etichette che sono riuscite a ritagliarsi una piccola nicchia di mercato.
La sensibilità di alcuni produttori e la curiosità di professionisti, che lavorano nell’ambito della ristorazione e della promozione del vino valdostano, hanno fatto emergere ultimamente tra gli enofili l’interesse per vecchie annate e soprattutto per tipologie di vino finora poco considerate.

Obiettivi

Identificare i vini “maturi” più interessanti e i presupposti che possono favorire un’evoluzione positiva del prodotto a lungo termine.

Attività previste

Prime degustazioni dei vini prodotti nell’ultimo decennio dallo IAR per una verifica qualitativa degli stessi, ampliando in un secondo tempo l’indagine su vini di altre cantine valdostane. Analisi dei parametri produttivi delle uve, dei protocolli di vinificazione e dei principali parametri chimico fisici dei vini, per identificare i fattori che possono contribuire alla longevità e alla crescita qualitativa del prodotto in affinamento.

Valorizzazione dei risultati

Tavola rotonda con i collaboratori partecipanti alle degustazioni sui risultati ottenuti.

Durata

Da definire in funzione dei risultati ottenuti dopo un primo anno di indagini.

Collaborazioni

VIVAL, ONAV e AIS.

Analisi

Analisi dei parametri di base.