
L’aumento dei costi di gestione del frutteto, la restrizione all’utilizzo di determinati principi attivi, nonché l’attenzione sempre più alta nei confronti di prodotti salubri a ridotto residuo chimico, incentivano la meccanizzazione di diverse pratiche colturali per una conduzione eco-sostenibile del frutteto, potatura e diradamento in particolare.
Grazie alla progressiva riduzione della parete fruttifera attraverso la potatura meccanica, è possibile meccanizzare alcune operazioni colturali come il diradamento fiorale.
L’azione diradante della macchina operatrice Darwin è data da un’asportazione meccanica dei fiori (80%) e da una reazione ormonale (20%) in seguito alle ferite provocate. Per un’efficacia ottimale del diradamento meccanico, la velocità di avanzamento della trattrice è di 5-8 km/h, mentre la velocità di rotazione del mandrino è di 200-250 rpm.