Studio dell’adattabilità in ambiente montano di alcune varietà di nocciolo

Origine del progetto

Dall’Asia all’Europa il nocciolo è stato apprezzato e utilizzato per millenni, in quanto produce un frutto secco nutriente e riparato da un guscio legnoso in grado di consentire una lunga conservazione.
L’ampia diffusione, a livello spontaneo, di questa specie sul territorio valdostano, la facilità di coltivazione e di conservazione, e le svariate trasformazioni della materia prima (olio di nocciole, granelle per gelati, granelle per torte, creme per pasticceria, nocciole salate, nocciole pralinate, nonché l’abbinamento al cacao per la produzione di cioccolato) hanno indotto a provare l’adattabilità di alcune cultivar interessanti alle condizioni pedo-climatiche della nostra regione. Visto che il nocciolo è caratterizzato da una fioritura molto precoce, è interessante soprattutto verificare l’influenza delle temperature, durante questo stadio fenologico, sui risultati produttivi finali.
Negli anni il nocciolo continua a mostrare una buona adattabilità, nonostante le diverse fasi fenologiche siano molto precoci rispetto alla stagione, soprattutto per quanto riguarda le fioriture e il germogliamento. A tal proposito, la varietà Tonda Gentile Trilobata, caratterizzata da una certa precocità rispetto alle altre varietà in prova, è risultata finora maggiormente sensibile ai ritorni di freddo primaverile. La produzione nel 2018 delle diverse varietà, probabilmente per la sensibile perdita registrata nel 2017 a causa della gelata, è stata decisamente elevata, con produttività che sfiorano i 40 q/ha nelle varietà che finora hanno mostrato di essere maggiormente produttive, la Jemtegaard e la Segorbe in particolare . La % di calo del peso dell’achenio dopo un certo periodo di conservazione varia tra il 14% (Tonda Gentile Trilobata) e il 22% (Merveille de Bolwiller), mentre la % allo sgusciato è simile per tutte le varietà e si aggira sempre attorno al 45%, grazie soprattutto agli apporti idrici regolari durante l’intera stagione vegetativa. In generale, la tolleranza della specie nei confronti delle avversità biotiche permette di evitare il ricorso a trattamenti fitosanitari, a parte qualche problema di eriofide, soprattutto nel caso della Tonda Gentile Trilobata, e una % modesta di balanino.

 

Obiettivi

  • Valutare l’adattabilità in ambiente montano di 4 varietà di nocciolo (Segorbe, Jemtegaard, Merveille de Bollwiller e Tonda Gentile Trilobata) caratterizzate da differenti epoche di germogliamento, fioritura e maturazione. In tale parcella sono state inoltre inserite altre varietà (1 pianta/varietà) al fine di poterle valutare dal punto di vista agronomico e produttivo (San Giovanni, Camponica, Mortarelle, Ennis, Butler, Corabel);
  • Individuare, tra le varietà di nocciolo, quelle che presentano le migliori attitudini colturali e caratteristiche organolettiche;
  • Verificare l’efficacia della potatura meccanica sul nocciolo.

Attività previste

  • Analisi produttive (produzioni unitarie, peso del frutto intero alla raccolta e a fine essicazione, % dello sgusciato);
  • Osservazione della sensibilità nei confronti di avversità biotiche ed abiotiche ed in particolare la diversa tolleranza al freddo invernale e alle brinate primaverili;
  • Rilievo delle diverse fasi fenologiche ed in particolare delle epoche di fioritura (maschile e femminile) e di raccolta (inizio e fine);
  • Potatura meccanica su alcune varietà di nocciolo.

Valorizzazione dei risultati

Rapporti diretti con i frutticoltori e visite in campo in occasione di diverse manifestazioni.

Durata

Anno di inizio: 2007; Anno di fine: 2021 (considerando che il nocciolo raggiunge la piena produzione intorno all’8° anno, si necessitano almeno 5 anni di dati produttivi dalla piena produzione.

Collaborazioni

Contatti con i tecnici della Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese – Agrion.