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Désarpa 2026: la mandria dello IAR è tornata a Montfleury

Ogni autunno, quando i pascoli in quota si svuotano, le mandrie riprendono la strada di casa. È la Désarpa: un ritorno che in Valle d’Aosta non è mai solo un trasferimento di animali, ma un momento di storia, di territorio e di identità. Gesti e conoscenze che passano da una generazione all’altra.
Quest’anno la Désarpa dell’Institut Agricole Régional, promossa anche nell’ambito di RVBR, si è conclusa con successo. E a raccontarla, accanto agli allevatori, ci sono stati soprattutto loro: i nostri studenti.
Da Saint-Oyen a Montfleury, passo dopo passo
Mercoledì 14 ottobre, alle 8.30, la mandria è partita da Château-Verdun, a Saint-Oyen. Il percorso ha seguito la Via Francigena e il sentiero del Ru Neuf, attraversando Étroubles, Gignod e Arpuilles.
Lungo la strada residenti e visitatori si sono fermati a guardare il passaggio degli animali. Molti hanno scelto di unirsi al cammino per qualche tratto, camminando accanto agli allevatori e agli studenti che guidavano la mandria.
Nel pomeriggio la discesa si è conclusa alla Cascina di Montfleury, ad Aosta. Ad accogliere il rientro degli animali tra i prati e la stalla dell’Istituto c’era una castagnata aperta a tutti: il modo più semplice e più valdostano per festeggiare il ritorno a casa.
La parola ai giovani dello IAR
Giovedì 15 ottobre, alle 18, l’Hôtel des États ha ospitato l’incontro “Désarpa. Giovani, territorio, futuro – Una tradizione che ci appartiene”. Al centro della serata, una domanda semplice: che cosa significa oggi raccogliere l’eredità di una tradizione che da sempre appartiene alla comunità valdostana?
A rispondere sono stati gli studenti dell’Institut Agricole Régional, gli stessi ragazzi che il giorno prima avevano accompagnato la mandria lungo il cammino. Hanno raccontato le esperienze vissute in stalla e in alpeggio, le conoscenze maturate durante gli studi e il loro rapporto personale con la montagna.
Dalle loro parole la Désarpa non è emersa come un rito del passato, ma come un patrimonio vivo, capace di evolvere e di trovare nuove forme di continuità. Il pubblico ha potuto ascoltare direttamente le nuove generazioni e capire come il legame con la montagna, l’allevamento e la vita rurale venga custodito, reinterpretato e trasmesso.
Ne è nato un dialogo tra memoria e futuro, in cui i ragazzi si sono proposti come custodi e interpreti di una tradizione che continua a raccontare la Valle d’Aosta.
Grazie a chi ha camminato con noi
L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Cogne Acciai Speciali, MegaMuseo e Institut Agricole Régional, con il supporto della Chambre Valdôtaine e di Telcha.
Il nostro grazie va agli allevatori, agli studenti, a tutto il personale dello IAR e a ogni persona che ha condiviso con noi queste due giornate, sul sentiero o in sala. La mandria è tornata a Montfleury: la tradizione continua a camminare.
Appuntamento alla prossima Désarpa.





